Sulla Macro-Regione Alpina EUSALP il lavoro dell’Uncem "Il Piemonte non deve restare indietro, serve una sinergia vera fra aree montane e metropolitane"

consiglio regionale

La strategia UE per la regione alpina EUSALP ha l’obiettivo di assicurare un’interazione di mutuo beneficio tra le Regioni di montagna al centro e le Regioni di pianura circostanti e le aree urbane , flessibilmente, considerando le relazioni funzionali tra queste aree. La strategia si basa su tre pilastri generali orientati all’azione : migliorare la competitività, la prosperità e la coesione della regione alpina; assicurare l’accessibilità e i collegamenti a tutti gli abitanti della regione alpina; rendere la regione alpina sostenibile e attraente dal punto di vista ambientale. Una realtà formata da 48 regioni di 7 Paesi europei che potrà trattare direttamente con l’Unione europea. È la Strategia macroregionale alpina, che è nata ufficlamente in Slovenia a fine gennaio, dopo anni di trattative con l’Unione Europea.

Se ne è parlato lunedì 4 aprile  in Consiglio Regionale del Piemonte, con i Presidenti nazionale e regionale dell’Uncem,  Enrico Borghi e Lido Riba, ch esono intervenuti stamani a Torino, al Consiglio regionale aperto sulla Strategia macroregionale alpina.

“L’iniziativa odierna – ha detto Borghi che è anche Presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna  – consente al Piemonte di esprimere il giusto protagonismo in Eusalp.  Nel nord-ovest, vivere in montagna è un atto politico. Abbiamo indici demografici ed economici molto diversi da altre realtà alpine. Il Piemonte deve dunque esprimere le sue peculiarità. E stare in Eusalp deve garantire delle scelte. Per noi la montagna è un tutt’uno con la storia delle comunità, in una forte sinergia tra aree montane e aree metropolitane”.

Borghi ha richiamato la risoluzione del Parlamento nazionale che impone di rafforzare in Eusalp questi legami, riprogrammando le politiche di integrazione: “Il piano d’azione di Eusalp da scrivere – ha proseguito – deve contenere un forte orientamento all’innovazione. Si parte dalla connettività culturale, fisica e telematica. Ma serve che il Il Piemonte nella Strategia non sia timido, né burocratico E non appalti alla Lombardia nessuno di questi aspetti, visto che lì ci sono punti di vista diversi. Eusalp non è una macroregione. È una Strategia. Abbiamo dunque la necessità di un percorso omogeneo di articolazione. Serve un protagonismo delle Regioni e degli Enti locali, per riempire di contenuti la Strategia. Non potranno però essere i 553 Comuni montani da soli i soggetti adeguati a vincere questa sfida. Serve un riallineamento della governance e una riaggregazione della base. Abbiamo in Piemonte importanti luoghi di sperimentazione, nella Città metropolitana di Torino ad esempio, e nelle altre province, con un nuovo legame tra aree urbane e montane. La sfida dell’innovazione si vince qui”.

Maroni è stato, anche sulla scia di EXPO, far i protagonisti dell’avvio di Eusalp spingendo perché “Per la prima volta questa grande area alpina omogenea si mette insieme e potrà trattare direttamente con Bruxelles su tanti temi che riguardano la vita dei cittadini” come ha detto in Slovenia dove il 25 gennaio è stato firmato l’accordo.

“Eusalp deve garantire elementi di discontinuità e cambiamento rispetto al passato – è quanto ha ribadito Lido Riba, presidente Uncem Piemonte – Dobbiamo rifare una politica economica per la montagna, in Piemonte e da qui a vantaggio dell’intera Europa. La nostra Regione deve avere una continuità di sviluppo che cambia e si trasforma nei vari spazi, dalla città alla pianura alla montagna. In questo sta il grande nostro impegno all’interno di Eusalp. Così, grazie anche alla Strategia macroregionale alpina, la Regione deve ripensare la sua programmazione, globale, non per settore. Non abbiamo bisogno di pochi soldi per tamponare le falle. Dobbiamo non sprecare la grande occasione di Eusalp per riorganizzare i servizi sui territori. Primo punto, il superamento del digital divide. Poi trasporti, sanità, istruzione. Ma prima viene lo sviluppo socio-economico, grazie all’impegno multisettoriale della Regione”.

Che come al solito sia l’area metropolitana di Torino a farla da padrone è un grosso rischio, che in Piemonte è ormai quasi un incubo, in particolare per i Comuni della montagna torinese, ora schiacciati nella Città Metropolitana, dove rappresentano, ahiloro, grande territorio, ma pochi voti. Inoltre fatte salvo  alcune eccezioni, la montagna piemontese ultimamente si è ulteriormente frazionata al proprio interno, presa da rivalità campanilistiche e non ha brillato per aperture e partecipazioni a progetti di respiro europeo, come gli Interreg AlpineSpace, che invece vedono molto attivi territori di altre realtà alpine italiane. Basti ricordare il ruolo che svolge in area dolomitica, l’Eurac di Bolzano, un vero think thank alpino, sostenuto anche dal Minambiente, che è riferimento per le politiche e la ricerca sui temi e protocolli della Convenzione delle Alpi.

“Il Piemonte – ha rimarcato Laus nel suo intervento – condivide con la massima attenzione le linee guida della strategia Eusalp, che poggia su tre pilastri: migliorare la competitività, prosperità, e coesione della regione alpina; assicurare l’accessibilità e i collegamenti a tutti gli abitanti; e rendere la regione alpina sostenibile e attraente dal punto di vista ambientale”. “Eusalp rappresenta inoltre – ha aggiunto – una modalità per affrontare e risolvere problemi come le disparità economiche e sociali, e le disparità territoriali, al fine di rendere la macroregione alpina sempre più competitiva e attraente per gli investimenti”. “Questa giornata – ha concluso – rappresenta un’occasione di riflessione sulle opportunità e le sfide legate alla Strategia, ma anche per individuare obiettivi comuni alle regioni alpine che possono essere raggiunti solo attraverso una collaborazione transnazionale”.

” La Regione  – secondo Gian Luca Vignale ex Assessore alla Montagna di FI– deve avere ben chiare le necessità delle realtà montane e gli obiettivi e le misure su cui puntare, prime tra tutte il consolidamento delle imprese oggi presenti, la promozione delle start up, lo sviluppo dei servizi e delle infrastrutture, l’incentivo alla banda larga ed infine la promozione di una gestione sostenibile dell’energia e delle risorse naturali attraverso impianti idroelettrici e a biomassa. Servono inoltre iniziative di defiscalizzazione per imprese e cittadini nei comuni montani. Con queste priorità si potranno garantire alla montagna piemontese crescita e occupazione e quindi   aumento della popolazione residente. Il Piemonte ha davanti a sé una reale occasione per rafforzare il suo ruolo di regione alpina nei rapporti con l’UE e sfruttare al meglio le potenzialità della montagna per cogliere nuove occasioni di sviluppo. Serve però una strategia integrata e una maggiore coesione nella programmazione degli interventi e soprattutto di un approccio concreto dal basso verso l’altro” .

Il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Mauro Laus è più ottimista: “La Regione Piemonte condivide con la massima attenzione le linee guida della strategia Eusalp. Per il Piemonte – ha detto – appare fondamentale la collocazione nell’ambito della strategia europea per la Regione alpina, che interessa un bacino economico e culturale di circa 80 milioni di persone”