Superlavoro per il Soccorso Alpino e la Géndarmerie francese: salvati 6 migranti africani che cercavano di passare il confine al Colle della Scala Gli interventi ieri e questa mattina all'alba. Le reazioni in Francia: solidarietà, ma anche rigidità nei controlli

Un'immagine del Colle della Scala e il manifesto pro migranti affisso a Briançon anche in alcuni negozi ed esercizi commercialiUn'immagine del Colle della Scala e il manifesto pro migranti affisso a Briançon anche in alcuni negozi ed esercizi commerciali

BARDONECCHIA – Nemmeno le rigide condizioni meteo con la fitta nevicata che imperversa sull’Alta Valsusa  e le Hautes Alpes  – oggi la valle di Nevache è di fatto isolata – dissuadono i clandestini, tutti africani, a tentare di passare il confine al Colle della Scala a Bardonecchia.   E’ successo anche ieri e questa mattina all’alba e solo l’intervento congiunto del Soccorso Alpino e della Géndarmerie di Briançon ha permesso a questi disperati di portare a casa la pelle.

Tra ieri, domenica e questa mattina, il volontari della Stazione di Bardonecchia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS Piemonte) sono stati chiamati a ben tre interventi di ricerca per localizzare e soccorrere alcuni gruppi di migranti africani che cercavano di valicare il confine di stato verso la Francia nella zona del Colle della Scala dove continua a nevicare e al suolo ormai il manto nevoso oltrepassa i 100 centimetri.

Il primo intervento è stato eseguito nel primo pomeriggio di ieri quando i i Vigili del Fuoco hanno girato agli operatori del Soccorso Alpino nella centrale operativa del 112 segnalava due persone in difficoltà attorno al confine sulle rampe della D91, la strada dipartimentale sopra il Pian del Colle.  Rapidamente i tecnici del  Soccorso Alpino Piemontese e della Guardia di Finanza coadiuvati  dai Vigili del Fuoco hanno attivato le ricerche inerpicandosi con sci e pelli di foca nonostante le condizioni meteorologiche avverse, in una zona interessata da forti nevicate e temperature abbondantemente sotto lo zero.

Nel frattempo dalla Centrale Operativa del CNSAS Piemonte di Grugliasco l’operatore di centrale ha tentato inutilemnte di rimettersi in contatto telefonico per una localizzazione più precisa. Le ricerche sono state sospese intorno alle ore 18 dopo una prima localizzazione attraverso le celle telefoniche e un successivo contatto quando gli stessi due dispersi hanno confermato di essere riusciti a scendere in territorio francese a Nevache

Il secondo allarme nella notte, intorno alle ore 2.30 del mattino, quando la Centrale Operativa del CNSAS Piemonte è intervenuta per localizzare un clandestino in difficoltà a causa della neve e del freddo lungo la strada carrozzabile verso il Colle della Scala. Dopo aver individuato il punto in cui si trovava è stato sufficiente l’invio di un’ambulanza che ha prestato i primi soccorsi.

Il terzo intervento, alle ore 5.20 del mattino, su segnalazione il Péloton de Géndarmerie de Haute Montagne di Briançon che  ha contattato la Centrale Operativa del CNSAS Piemonte segnalando 5 persone in difficoltà, sempre lungo la strada verso il Colle della Scala in territorio francese, ma sul versante italiano. Una squadra mista di soccorritori del CNSAS e del SAGF della Finanza è partita sci ai piedi, sempre sotto la neve, raggiungendo i dispersi intorno alle ore 6.45. Due di loro presentavano congelamenti importanti agli arti, uno aveva perso le scarpe nella neve alta, l’altro era privo di guanti. Tutti e 5 sono stati ricondotti a Bardonecchia e consegnati alle autorità per l’ospedalizzazione e le operazioni di riconoscimento.

Un superlavoro per il Soccorso Alpino che da mesi è impegnato in operazioni di ricerca e presidio quotidiano dei versanti maggiormente percorsi dai clandestini in fuga verso la Francia, in collaborazione con le Forze di Polizia italiane e francesi. Una via invernale praticabile se attrezzati e con un po’ di cautela ad eventuali slavine in giornate di bel tempo. Una follia con abbigliamento di fortuna e di notte in giornate di bufera. Per questo è anche stato realizzato e distribuito a Bardonecchia nei bar e soprattutto alla stazione ferroviaria un volantino informativo di sensibilizzazione sui rischi della montagna e piazzato un cartellone presso il confine all’inizio della Valle Stretta.

Le reazioni a Nevache e Briançon

In questi giorni Briançon è stata invasa da volantini – affissi un po’ ovunque – che richiamano “Solidariété” e raccontano come le “frontiere uccidono”  i migranti e come – secondo loro “il Governo rastrelli ed espella” i migranti. Usando il verbo “rafler” usato di norma per indicare le azioni di rastrellement dei nazisti nella Francia occupata. Manifestini diffusi da associazioni di sinistra e cattoliche che non gradiscono la politica di rigide espulsioni dei clandestini, anche minorenni, applicate dal Governo del Presidente Macron, in linea peraltro con quanto sempre attuato anche dal suo predecessore socialista. Una parte della popolazione non ha però gradito né i volantini, né l’accrescersi di clandestini che in ogni modo raggiungono la città.

A Névache, il primo paese raggiunto dai  migranti, prevale la compassione montanara, e spesso sono proprio i residenti a raccoglierli sulle strade e dar loro da mangiare. Ma  via via che ci si avvicina a Briançon, lungo la Clarée le pattuglie aumentano: Géndarmerie Police National effettuano posti di blocco e controlli anche sulle vetture dei locali.  “Non abbiamo mai visto tanti Gendarmi come negli ultimi mesi, ci sono blocchi stradali sistematici. Ci fanno aprire il baule. Se ci sono migranti, siamo immediatamente messi sotto inchiesta e sentiti in caserma” confida un passeur alla stampa locale. Già perché questo vecchio mestiere, qui la solidarietà non c’entra un tubo, si tratta di una vera e propria rete organizzata e ben pagata,  è toranto di moda dopo che si pensava fosse estinto, con la sua variante di spallone contrabbandiere a inizio degli anni ’70.

Significative le dichiarazioni del Sindaco di  Névache, Jean Louis-Chevalier: “Ci troviamo di fronte ad un passaggio dei migranti che dura ininterrottamente da oltre sei mesi, sul territorio del nostro Comune. Arrivano da Bardonecchia, per tentare poi il passo al Col de l’Echelle . Come sindaco sono responsabile per la sicurezza nella mia comunità, e non posso ignorare i pericoli che corrono tutte queste persone. Il problema che abbiamo qui è che queste persone che non sanno che si troveranno ad affrontare un ambiente molto difficile,; da noi la notte può avere temperature oltre i 20 sotto zero”.

Il rifugetto-cappella posto a metà del pianoro del Colle della Scala è sempre aperto. Molti  “volontari” della Valle di Nevache vi salgono regolarmente per lasciarvi coperte, abbigliamento usato e qualche genere di conforto. Attività nota e tollerata dalla Gendarmeria che ovviamente vuole evitare disgrazie. Una solidarietà di montagna che non è gradita a tutti. Molti infatti segnalano e denunciano coloro che hanno accolto i clandestini in casa, e quelli che hanno accompagnato i migranti a Briançon in auto.

Un lavoro difficile anche per le Forze di Polizia francesi cogliere e distinguere quel sottile filo che separa l’opera di volontariato per accogliere e aiutare disperati da una attività di trafficanti di uomini, su cui lucrare, speculazione organizzata o spontanea che sia…

Il volantino diffuso a Bardonecchia alla stazione in altri locali che mette in guardai i clandestini dei pericoli che corrono in montagna

Il volantino diffuso a Bardonecchia alla stazione in altri locali che mette in guardai i clandestini dei pericoli che corrono in montagna. Lo stesso è stato posizionato in un cartellone presso il confine