Nel… Segno di Monsignor Luigi Bettazzi: questa sera a Susa l’Associazione culturale segusina incontra il Vescovo emerito di Ivrea "Quale Chiesa? Quale Papa?" Dal Concilio Vaticano II di cui Bettazzi è l'ultimo vescovo vivente a Papa Francesco

Monsignor Luigi BettazziMonsignor Luigi Bettazzi

SUSA – Ricomincia l’attività culturale di “Segno” – l’Associazione Culturale segusina guidata da Fabrizio Zandonatti – che in soli due anni di attività ha già messo alle spalle un seri edi incontri culturali con i protagonisti della storia del Paese. Si comonci acon la serata dedicata a Monsignor Bettazzi, ma possimo obiettivo è una nuova serie di appuntamenti,  dedicati ai nostri ultimi 50 anni di vita e storia italiana.

Vogliamo parlare di come e quanto sia cambiato il nostro presente in un periodo relativamente breve, e lo faremo discutendo di Chiesa, di democrazia, di musica e di economia. Entro breve, sarà pronto il programma definitivo” spiega lo stesso Presidente Zandonatti.

 L’incontro di stasera a Susa:

La  prima serata, che si svolgerà questa sera, venerdì 24 febbraio, ha per titolo “Quale Chiesa? Quale Papa? Dal Concilio Vaticano II a Papa Francesco”, e vedrà come protagonista Monsignor Luigi Bettazzi, oggi 92enne, Vescovo emerito di Ivrea, e figura di spicco del movimento pacifista ed unico vescovo vivente ad aver partecipato al Concilio Vaticano II.

Bettazzi è autore   di numerosi testi, l’ultimo dei quali appunto ha per titolo “Quale Chiesa? Quale Papa?” in cui,  di Bergoglio, Bettazzi,  scrive: “Personalmente in lui ritrovo tanto di Gesù, la riconoscenza al Padre misericordioso e lo spirito di preghiera, l’attenzione e l’amore al prossimo, proprio cominciando dai più piccoli e dai più sofferenti, una grande speranza che va al di là di tutte le contraddizioni e le tenebre della vita e della storia, la semplicità, anche di abitazione”.  Ma sono tanti  i volumi e scritti, che hanno suscitato un grande dibattito sia all’interno della Chiesa che fuori. Tra questi ricordiamo “Ateo a 18 anni”, “La sinistra di Dio” e “Vescovo e laico? Una spiegazione per gli amici”; “In dialogo con i lontani. Memorie e riflessioni di un vescovo un po’ laico”.

Bettazzi, bolognese di origine,  è stato nominato  Vescovo titolare nel 1963,  di Tagaste in Algeria e poi vescovo ausiliare di Bologna dal cardinale Giacomo Lercaro

Ha partecipato a  tre sessioni del Concilio Vaticano II citando il filosofo Antonio Rosmini, autore dell’opera Cinque Piaghe della Santa Chiesa, allora ancora all’Indice dei libri proibiti della Chiesa.

Al termine del Concilio, nel 1966, gli fu affidata la Diocesi di Ivrea, di cui è Vescovo emerito dal 1999, per raggiunti limiti di età. Dal  1968 è nominato Presidente nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace e nel 1978 ne diventa presidente internazionale, fino al 1985 vincendo per i suoi meriti il Premio Internazionale dell’Unesco per l’Educazione alla Pace.

È una delle figure di riferimento per il movimento pacifista e cattolici schierati a sinistra. Nel 1978, insieme al vescovo rosminiano Clemente Riva e al vescovo Alberto Ablondi, chiese alla Curia romana di potersi offrire prigioniero in cambio del P residente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. La richiesta ovviamente respinta.  Divenne celebre per lo scambio di lettere con il segretario del Partito Comunista Enrico Berlinguer, per le quali fu aspramente criticato. Celebre per le sue battaglie per l’obiezione fiscale alle spese militari, l’obiezione di coscienza quando ancora si rischiava il carcere ed il dialogo con i non credenti.

Nel 1992 partecipa alla marcia pacifista organizzata dai Beati costruttori di pace e Pax Christi.

Nel 2007 dichiarò pubblicamente che la sua coscienza gli imponeva di disobbedire e che era favorevole al riconoscimento delle unioni civili, i cosiddetti DICO, e riconoscendo alle coppie omosessuali un fondamento d’amore equiparato a quelle eterosessuali.

Nell’aprile 2015 ha dichiarato in un’intervista che, circa “l’omosessualità: la questione del sesso va studiata, emancipandosi dai neoplatonici che facevano coincidere sesso e decadenza dello spirito. Perché non espressione dello spirito umano? È noto che mi pronunciai in favore dei Dico, il riconoscimento delle unioni civili”.

A Susa lo lega il Vescovo Vittorio Bernadetto, canavesano di Castellamonte che fu un suo allievo, se così si può dire, e che resse la Diocesi segusina dal 1978 al 2000, e fu ordinato Vescovo proprio nel Duomo di Ivrea, dall’Arcivescovo di Torino Anastasio Ballestrero..

Ad introdurre la serata sarà Padre Beppe Giunti, dell’Ordine dei Frati Minori conventuali francescani, già superiore del Convento di Susa, altrettanto schierato sulle posizioni più di sinistra della Chiesa e, che attualmente sta svolgendo il suo servizio come formatore in cooperative sociali.

L’appuntamento:

 Segno, per rispetto all’ospite, chiede a chiunque sia interessato a rispettare la massima puntualità.

Si inizia alle ore 21,00, presso il teatro “San Giuseppe”, Statale 24 – 14, presso il Teatro Istituto Suore San Giuseppe.

L’ingresso è libero.