Susa: il Comune fa tagliare 4 alberi nei pressi dell’Arco d’Augusto e Plano viene attaccato sui social L'intervento, effettuato per motivi di sicurezza, restituisce finalmente piena visibilità al più importante monumento della romanità delle Alpi Occidentali

L'Arco d'Augusto di Susa liberato dalle pianteL'Arco d'Augusto di Susa liberato dalle piante

SUSA – Capita che nell’epoca della “democrazia assembleare” via web, un povero Sindaco non possa nemmeno più disporre il taglio  di 4 tuie, conifere sempreverdi ornamentali di origine nordamericana, che subito partano le accuse di inquinatore dell’aria per mancanza di ossigenante verde pubblico e di devastatore dell’ambiente. Parliamo di piante che dovrebbero, se non andiamo errati, risalire all’ epoca in cui il Cavalier Benito Mussolini venne in Val di Susa e fra le altre cose inaugurò i giardini a lui intitolati in Piazza Pola, cioè il 16 maggio 1939, o forse piantati nel dopoguerra per fare il paio con le tuie piantumate nei giardini stessi.

A fare le spese di polemici e virulenti attacchi è stato il Sindaco di Susa Sandro Plano che ha disposto il taglio delle quattro piante sul lato ovest di via Impero Romano, quella che da Piazza Savoia porta alla Rocca del Castello, a fianco e subito dopo l’Arco di Augusto, il più famoso monumento di Susa e forse, insieme al Trofeo delle Alpi de La Turbie sopra Montecarlo e all’Arco di Aosta , il più importante monumento storico del passaggio alla romanità delle popolazioni gallo-celtiche delle Alpi occidentali.  La storia di Cozio e delle sue tredici tribù però è ben diversa da quella dei Salassi e delle popolazioni liguri e della bassa Provenza, finiti piuttosto male, mentre la saggezze di Cozio come è noto fece la fortuna sua e delle sue popolazioni, e finì con un accordo di pace con l’Imperatore, riparmiando la vita della sua gente che invece trasse grandi vantaggi economici dalla pacificazione.

Ma torniamo all’oggetto del contendere, 4 conifere alte ormai circa 20 metri i cui fusti a meno di un metro uno dall’altro, non solo occultavano in parte il lato ovest dell’Arco, ma rischiavano di cadere a fronte del “magico vento valsusino” sulla strada e sui monumenti, mura del castello comprese. Apriti cielo, su facebook è iniziato il tiro al piccione, anzi al Sindaco: “Ho scoperto ora che sono stati tagliati anche i bellissimi pini a fianco dell’Arco d’Augusto. Non ho parole. Non ci sono scuse, fatemi sapere chi è il responsabile di questo scempio”. Uno dei “complimenti” meno pesanti, scritto dal titolare di un Bed&Breakfast del centro storico, che ha dato il via alla sequenza.

Sandro Plano, come è suo stile, quando è tirato in ballo, risponde con bolla sindacale ufficiale, con tanto di stemma della Città, via stesso mezzo, cioè  su facebook, riportando la cosa alla verità per gli storici futuri: “Il responsabile sono io e in effetti non ci sono scuse, ma fondate ragioni descritte nella relazione tecnica disponibile presso gli uffici comunali. In sintesi: questi alberi erano molto alti, e radicati molto vicini a un muro di sostegno. Il vento poteva esercitare una pressione tale da provocarne un effetto leva e la conseguente caduta sulla strada percorsa da veicoli e persone. Ritengo che la sicurezza pubblica sia più importante del fatto estetico e le cronache ripotano con desolante frequenza gravi incidenti dovuti al crollo di alberi”. E a corollario aggiunge anche un semplice, ma efficace disegno, autografo.

L’area è oggi sicura, e finalmente libera alla vista, Arco e Rocciamelone che il medesimo inquadra nel fornice, ben visibili da tutti i punti di vista. Ma nel frattempo il post del Sindaco su facebbok anziché placare le futili polemiche ha innescato ulteriormente i polemisti da tastiera. “Io ho una certezza! I due alberi assorbivano CO2 ed emettevano O2, molto più di quanto fate voi che emettete solo metano e relativi NOX!” E avanti con commenti simili: “Gli alberi, questi nemici della cementificazione…”; la vita, signor sindaco, non è un fatto estetico”; Forse sarebbe stato meglio informare prima per spiegare i motivi che penso siano validi, sennò vuol dire far cadere le cose dall’alto…” Quando a Susa non li si abbattono gli alberi li si massacrano come quelli di Piazza d’Armi”; “Continuiamo così… tagliamo gli alberi. quando vivremo in un deserto ci sentiremo molto più sicuri. sia bene inteso, lo faccoamo per la sicurezza!”. Ma non mancano i post di buon senso a commentare il corretto operato del Sindaco, che è pur sempre responsabile della sicurezza dei residenti.

Cozio & Augusto e rispettive corti reali ed imperiali, ringraziano e se la ridono forse attorno al suovetaurilia dal fregio dell’Arco.

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