Susa, lavori importanti riguarderanno gli argini della Dora (LE FOTO) In una serata informativa si è dato un primo accenno dei futuri interventi

Lungo Dora a SusaLungo Dora a Susa

SUSA – Nella memoria dei segusini, con più primavere sulle spalle, se si vuole parlare di esondazioni la memoria va al 1957 quando il Rio Gelassa, che scende dalla valle di Gravere, straripò lasciando dopo il suo passaggio fango, detriti e gravi danni nelle abitazioni e nelle cantine dell’asse stradale tra il quartiere di via Fratelli Vallero e Corso Trieste. Di quelle giornate rimangono fotografie in bianco e nero con il fango in piazza del Sole. Poi fu il 1977 e in tempi più recenti, arriviamo al maggio del 2008, quando fu il fiume Dora a preoccupare, e non poco, lasciando tutta la città in apprensione per diversi giorni. Fu attuato il Piano di Soccorso, furono sgomberate case e allestiti i centri di ricovero e soccorso ma tutto finì in bene.

L’incontro pubblico sul progetto di regimazione idraulica della Dora Riparia

Si possono evitare le esondazioni in città? Si parte da questo interrogativo per comprendere perchè lunedì sera, 16 ottobre, l’amministrazione abbia voluto organizzare una serata informativa su questo tema. Un primo incontro, informativo, al quale ne seguiranno altri più tecnici. Il progetto di regimazione idraulica nel tratto di lungo Dora Abegg e oltre è quello di intervenire su entrambi i fianchi della Dora dal ponte di Piazza del Sole in giù fin dopo l’area dell’ex Assa.

Consolidamento e sopraelevazione, sono i due obiettivi che si pongono gli amministratori per rendere sicura la città e recuperare all’uso edilizio una parte dell’ex area industriale. Il sindaco Sandro Plano spiega: “Sarà un lavoro molto impegnativo e consistente che creerà sicuramente degli inconvenienti ma che donerà a sua un sicurezza che oggi manca. Sul lato destro, lungo via Dora Abegg, fino all’Assa saranno rinforzate le murature e consolidate le pareti esistenti. Al posto dei piloncini con ringhiera sarà costruito un muro che all’occorrenza potrà ancora essere alzato con pareti mobili. Si lavorerà anche sul lato di via Berenfelz per avere la stessa altezza dal letto del fiume”. L’argine salirà notevolmente su tutto il lato arrivando fino al ponte di servizio dell’acciaieria. “Stiamo anche valutando di abbassare il letto del fiume nella zona del salto – dice Plano – ipotesi da verificare dal punto di vista della fattibilità“.

Una nuova strada

Tra le righe, in attesa di valutare i progetti esecutivi, ci sono alcune considerazioni che vanno dall’urbanistica e alla storia. Migliorerà la viabilità dell’asse viario a fianco della Dora, la via che ora termina nel quartiere Sibille avrà il suo naturale sbocco al Ponte Briançon.

Il Ponte degli Alpini, abbattuto proprio perchè ostacolo in caso di esondazioni, non sarò più ricostruito, al suo posto verrà utilizzato il ponte dell’Assa che magari potrà ereditarne il nome. Sempre in conseguenza della sicurezza conseguente ai lavori  una parte dell’area ex Assa uscirà dal vincolo di sicurezza e potrà così diventare cubatura edificabile. “I lavori saranno pagati dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po e magari su ribassi d’asta- conclude Plano– potremo ricavare cifre da investire per migliorare i lavori”.

Questo slideshow richiede JavaScript.