Il Commissario Foietta replica all’intervento del professor Tartaglia fatte all’AlterVertice NoTav di Venaus Secondo i NoTav "i parlamentari sarebbero stati ingannati". "Sono accuse oltraggiose ed infamanti" risponde Foietta

Il Prefetto Renato Saccone e il Commissario di Governo Paolo Foietta in una riunione dell'Osservatorio Tecnico Torino-LioneIl Prefetto Renato Saccone e il Commissario di Governo Paolo Foietta in una riunione dell'Osservatorio Tecnico Torino-Lione

TORINO- Le dichiarazioni rilasciate ieri da Angelo Tartaglia, docente del Politecnico di Torino e componente della “commissione tecnica” tutta NoTav nominata dal Comune di Torino e mutuata dalla Unione Bassa Valle Susa in occasione della giornata “Alter-Vertice NoTav” vista la gravità non poteva rimanere senza replica.

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Parole pensanti come macigni, rilasciate forse per dare un “tono” ad un incontro che altrimenti non avrebbe avuto eco mediatico che così invece ha avuto. L’intervento del professore é stato segnalato sulle maggiori agenzie stampa. “Gli onorevoli – ha detto Tartaglia in un suo passaggio tra le altre considerazioni– sono liberi di votare come credono e persino di farsi ingannare. Ma non si devono ingannare gli elettori”.

In una dura nota il Commissario di Governo Foietta stigmatizza le dichiarazioni uscite dall’AlterVertice Notav

In una nota il Commissario di Governo Paolo Foietta puntualizza i fatti e stigmatizza le parole di Tartaglia: “Ho letto sui giornali che ieri a Venaus Angelo Tartaglia, a nome dei cosiddetti tecnici Notav, ha annunciato, un esposto al Tribunale di Roma contro chi, avrebbe sostenuto con parole e scritti idee ed opinioni differenti dalle sue, in “particolare su costi e benefici della Torino Lione.

Secondo sue dichiarazioni riportate dai giornali e dalle agenzie  “i parlamentari sarebbero stati ingannati” da “dossier contenenti dati inveritieri”.

Immagino che Tartaglia si riferisca alle presentazioni e alle relazioni utilizzate nell’’unica audizione alla Camera, del 13 dicembre 2016 e, da allora agli atti della Commissione Esteri.
Quindi Tartaglia parrebbe sostenere che la decisione del Parlamento italiano di ratificare il trattato sulla Torino Lione sarebbe stata costruita sull’inganno contenuto nelle slide e nei documenti utilizzati dagli esperti ascoltati dalla Commissione Esteri della Camera dei Deputati, nell’audizione del 13 dicembre 2016.

In questo caso i presunti colpevoli che avrebbero ingannato il parlamento, e che non sono mai stati nominati dal Professore per evitare querele, non possono che essere gli esperti invitati dal relatore di maggioranza. Quindi il sottoscritto, in quanto Commissario di Governo, il Prefetto Saverio Ordine del comitato per il Coordinamento Alta Vigilanza sulle grandi opere, il professor Roberto Zucchetti economista dei trasporti alla Bocconi, ed il professor Fabio Bassan, ordinario di diritto internazionale a Roma3.

Tutti hanno lasciato alla commissione la loro presentazione e documentazione. A dire il vero a nome dei Notav hanno parlato anche la professor Algostino ed il Dottor Pepino (in videoconferenza). Gli altri invitati non sono venuti, ma non credo che Tartaglia chieda conto dei loro interventi”.

“Ritengo che l’obiettivo di questa trovata sia tutto mediatico”

“Non sono per nulla preoccupato da questa nuova iniziativa, inedita e forse senza precedenti nella storia parlamentare italiana, che avviene con un ritardo di dieci mesi dalle audizioni parlamentari. Se Tartaglia credesse anche in minima parte a quello che dice, avrebbe senz’altro trasmesso l’esposto più celermente al Tribunale di Roma.

Ritengo che l’obiettivo di questa trovata sia tutto mediatico. Occorreva far parlare di AlterVertice di Venaus, manifestazione ridotta sia nel parterre dei relatori, tutti storici oppositori (Karima Delli compresa), che nella limitata partecipazione popolare. Serviva inventare qualcosa per screditare ed intimidire i tecnici e gli esperti auditi in commissione, accusandoli addirittura di “circonvenzione di parlamento”, e gettare ombre sulla legge di avvio definitivo dei lavori del tunnel di base del Moncenisio, approvata dalla Camera a fine 2016, a grandissima maggioranza, dopo oltre 20 anni di studi, valutazioni ed approfondimenti.
Non mi pare che questa trovata abbia raggiunto il risultato atteso.

Per quanto mi riguarda non mi ritengo per nulla intimidito per questa iniziativa più ridicola che minacciosa; sono certo delle cose che ho detto, che ripeto da anni e della “veridicità” della documentazione agli atti. Senz’altro quanto scritto non è conforme al pensiero di Tartaglia e dei Notav, ma questo non dovrebbe costituire un reato.

Attendo con curiosità di prendere visione dell’esposto annunciato e successivamente, di conoscere le valutazioni del Tribunale di Roma in merito alla sua ammissibilità.
Proprio perché ritengo che ognuno debba sempre assumersi la responsabilità delle proprie affermazioni ed esternazioni, mi riservo di tutelare la mia persona ed i miei collaboratori da eventuali accuse oltraggiose e diffamanti, queste davvero “inveritiere” ed immotivate”.