“TELT: siamo pronti a partire con le nuove gare per i lavori del tunnel di base” l'AD della Società, Mario Virano: "con l'accordo del vertice di Venezia, chiusa la fase propedeutica, avvieremo nel 2018 i lavori del tunnel di base definitivo a procedure unificate"

Il punto di scavo a St.Martin de la Porte dove inizia la canna di discesa del tunnel di base della Torino-LyonIl punto di scavo a St.Martin de la Porte dove inizia la canna di discesa del tunnel di base della Torino-Lyon

TORINO – Dopo la firma del Protocollo aggiuntivo di Venezia, TELT si dice “pronta a partire con le gare e i lavori definitivi del Tunnel di base del Moncenisio”. La società binazionale responsabile della realizzazione della sezione transfrontaliera della Torino-Lione, esprime “grande soddisfazione per il Protocollo addizionale sottoscritto a Venezia dai due Governi, che completa gli accordi internazionali del 2001, del 2012 e del 2015.”  Per l’Amministratore Delegato Mario Virano “Questo documento ci consentirà di entrare nel vivo della realizzazione dell’opera: noi siamo già al lavoro per avviare, dopo la ratifica da parte dei Parlamenti dei due Stati, le gare e le attività previste nel cronoprogramma consegnato all’Unione Europea. I lavori preparatori per il tunnel di base di 57 chilometri prenderanno il via nel 2017 e quelli definitivi nel 2018.”

Per le opere da realizzare entro il 2019, del valore di circa 1,9 miliardi di euro, secondo il l’accordo di garanzia sottoscritto a dicembre, Francia e Italia beneficeranno di un contributo europeo del 41,08%, pari a 813,8 milioni di euro. Il contratto prevede per l’Italia il ruolo di Coordinatore del progetto e per TELT quello di soggetto esecutivo.

TELT sottolinea in comunicato come i lavori si svolgano con la “massima attenzione all’ambiente, sgombrando il campo dalle infiltrazioni mafiose” .

 “Quello  firmato a Venezia – continua Virano – è l’ultimo atto dell’accordo siglato nel 2001 e poi rimodulato e aggiornato nel 2012 e nel 2015. Sono state definite tutte le decisioni ancora da prendere, compresa quella relativa alla normativa anti-mafia che sarà la stessa vigente in Italia anche nei cantieri francesi. È questo il primo accordo europeo per norme anti-corruzione su base transnazionale. I dettagli giuridici – cosa per nulla facile – verranno definiti, entro 60 giorni dai due governicon la messa a punta della forma tecnico-giuridica dei contratti.  La Francia ha dato quest’incarico al Presidente del Consiglio di Stato, l’Italia agli Uffici legislativi dei Ministeri dell’Interno e degli Esteri”.

Ricordiamo che  TELT è stata recentemente ammessa nel Global Compact delle Nazioni Unite, insieme a 4000 organizzazioni pubbliche di oltre 160 paesi nel Mondo, che si pongono il comune obiettivo di creare un’economia globale sostenibile attraverso la tutela dell’ambiente e la lotta alla criminalità. Soltanto per il tunnel esplorativo di Chiomonte fino ad oggi sono state effettuate 590 richieste antimafia. Per rafforzare le procedure di controllo sono stati istituiti due organi di vigilanza su tutte le attività aziendali.

Il Tunnel di base della Torino-Lione, è il settimo dei tunnel di base previsti, aperti o in corso di scavo che attraversano le Alpi:  come avviene al Loetschberg,  al Gottardo, galleria di 57 kilometri, che sarà inaugurato il 1° giugno 2016,  e come avverrà al Brennero e negli altri tre valichi alpini (Koralm, Semmering,  Monte Ceneri). La Torino-Lione è l’asse alpino del Corridoio Mediterraneo, e si inserisce nella rete di trasporto TEN-T, la cosiddetta “metropolitana d’Europa” che favorirà la circolazione di merci e persone tra le maggiori città del Vecchio Continente.

Eppure i Sindaci della Bassa Valle Susa, un intero movimento politico come i Grillini, ribadiscono che la cosiddetta TAV è costosa, inutile – che la Valle non è “pacificata” e che l’opera debba esse fermata. Secondo qualcuno anche a “ogni costo”. Se ne uscirà mai?

“In questi giorni decisamente importante – sorride Virano – non mi pare il caso di fare troppe polemiche. Dico solo che senza la nuova linea , quello della Torino-Lione sarebbe l’unico dei 7 valichi alpini a non avere un tunnel di base, dove cioè i treni sarebbero ancora costretti a salire fino a 1.300 metri di altitudine per poi scendere, invece che attraversare le montagne come se fosse in pianura, il che penalizzerebbe un intero sistema Paese. Per questo si scava la galleria lunga 57,5 chilometri – più omeno uguale a quella del Gottardo, tra Italia e Francia. A Saint-Martin de la Porte in Maurienne si sta assemblando la TBM, la fresa, “Federica” che a partire dall’estate 2016  scaverà i primi 9 km del tunnel di base. Tecnicamente si tratta dell’ultima opera propedeutica ma il fatto che venga realizzata nell’asse della futura galleria e con lo stesso diametro la rende in pratica un anticipo dei lavori dell’opera definitiva. La Torino-Lyon si sta realizzando; questa è la realtà”.