TELT dà il via alla variante di cantiere a Chiomonte: partono le procedure di occupazione per il suo allargamento Solo per una parte, 170 metri quadri circa 1000 proprietari, tutti attivisti Notav. Il grosso delle attività in Italia a Chiomonte e Salbertrand: di cantiere a Susa se ne parlerà fra un bel po' e con 3 anni in meno di lavori

Il cantiere Telt della MaddalenaIl cantiere Telt della Maddalena

TORINO – Annunciato con un avviso pubblico sui quotidiani torinesi e accompagnato da due lenzuolate di avvisi di occupazione e/o esproprio dei terreni per motivi di pubblica utilità, è stato formalmente avviato ieri  il progetto di variante per la parte italiana della sezione transfrontaliera della Nuova Linea Torino-Lione in Valsusa.

Entra così nella fase operativa anche dal lato italiano – in Francia la talpa Federica – già scava una delle canne definitive a ritmi di 14/19 metri al giorno – con la soluzione alternativa a quello che doveva essere il cantiere del tunnel di base a Susa, con tutte le operazioni di scavo, uscita a parte, da Chiomonte.

Per la Città di Susa – amministrativamente parlando, visto l’orientamento politico schierato contro l’opera – un successo – “si fa ma non lo dico” – per la sua economia una beffa e la china verso la “decrescita infelice”. Perché è chiaro a tutti che anche la Stazione internazionale resterà probabilmente una bella idea sulla carta e l’interconnessione si farà a Bussoleno. Sulla piana di Susa vengono drasticamente ridotte le lavorazioni e gli impianti di cantiere, sostituiti da Chiomonte e Salbertrand. A Susa il cantiere durerà circa 3 anni meno del previsto. Prima o poi infatti toccherà per forza uscire dal tunnel…

Una variante nata per motivi di sicurezza e ordine pubblico

La prescrizione numero  235 della Delibera CIPE del febbraio 2015 prevedeva infatti per la sezione transfrontaliera della Torino-Lione anche lo studio di una “localizzazione alternativa dei cantieri in funzione delle esigenze di sicurezza delle persone e nel rispetto delle esigenze operative dei lavori”. Tradotto dasl burocratese ministeriale: gli assalti e i possibili sabotaggi dei Notav rendevano necessaria una alternativa per l’ingegneristicamente logico cantiere della piana di Susa. Un cantiere ipotizzato con tanto di capannone-stabilimento per i conci e selezione del materiale con trasporto diretto su ferrovia di quello non riutilizzabile e scavo delle due canne, ma difficile da tutelare. E quindi anche molto più oneroso per il dispositivo di ordine pubblico e sicurezza dacmettersi campo per lo Stato. Questo ovviamente per la sua estensione e localizzazione, visti i precedenti alla Maddalena di Chiomonte.

Per questo motivo TELT – Tunnel Euralpin Lyon-Turin, promotore della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento, ha affidato lo Studio di sicurezza al  Consorzio Nazionale Interuniversitario per i Trasporti e la Logistica (NITEL), costituito da 21 atenei italiani con oltre 500 ricercatori. Sono state analizzate varie opzioni, prendendo in considerazione 40 parametri che ne hanno misurato il grado di ‘sensibilità’ – leggasi attrattività ed esposizione – e di ‘impatto’.

Le conclusioni: il cantiere del tunnel di Base sarà a Chiomonte

Dopo aver analizzato tutti gli scenari possibili – decisamente sostenuta dalla Questura di Torino –  è stato quindi scelto di allestire l’area dei lavori principali a Chiomonte, dove sarà ampliato il cantiere già attivo per il cunicolo esplorativo della Maddalena.  Questa scelta non comporta  modifichea per il tracciato della tratta transfrontaliera della Torino-Lione, lunga 65 km tra Susa/Bussoleno in Piemonte e Saint-Jean-de-Maurienne in Savoia, il cui elemento principale è il nuovo tunnel di base del Moncenisio, a doppia canna, di 57,5 km, con il suo complesso sitema di tunnel accessori di sicurezza/servizio  e ventilazione.

“La nuova configurazione  – ha detto Mario Virano direttore generale di TELT – è stata ritenuta la più idonea a garantire la sicurezza, mantenendo un consumo di suolo minimo e limitando i disagi per i residenti. Il Prefetto di Torino ha valutato positivamente lo studio e le conclusioni raggiunte dal tavolo tecnico composto da rappresentanti di Questura, Carabinieri, TELT e NITEL, allo scopo di indirizzare, accompagnare e validare lo studio, che poi è sttao approvato dal CIPE. Da oggi si entra nelal fase operativa definitiva anche dal lato italiano”.

Cosa cambia rispetto al progetto 

Anziché da Susa in direzione Francia, il tunnel di base sarà quindi scavato nel primo tratto da Chiomonte in direzione Susa. La variante prevede:

  • il sito principale per lo scavo del Tunnel di Base a Chiomonte
  • il sito di valorizzazione del materiale di scavo e carico su treni a Salbertrand
  • l’eliminazione della centrale di ventilazione in Val Clarea con lo spostamento a Chiomonte e l’utilizzo della discenderia già realizzata come tunnel temporaneo di ventilazione

Da Chiomonte si scaverà quindi  una seconda discenderia di fianco al tunnel geognostico esistente. La nuova galleria, del diametro del tunnel di base, sarà realizzata dalla fresa che proseguirà poi lo scavo del tunnel di base in direzione Susa e, in fase di esercizio, servirà come galleria di ventilazione definitiva.

Il cantiere italiano  della Torino-Lione si svilupperà così a Chiomonte e Giaglione, sotto l’autostrada A32, area  precedentemente già utilizzata per la realizzazione della Torino-Bardonecchia.

Le attività di cantierizzazione dell’area, di movimentazione dei mezzi, del personale e del materiale inizieranno a seguito della realizzazione dei due rami di svincolo dell’autostrada A32, che realizzerà direttamente la Sitaf e che saranno utilizzati come accesso diretto all’area.

Tra le misure previste:

  • l’ eliminazione dei campi base per le maestranze con ospitalità nelle strutture ricettive del territorio
  • la movimentazione dei materiali di scavo ricorrendo il più possibile a mezzi e dotazioni elettriche e, per il trasporto di lunga percorrenza, alla rete ferroviaria
  • lo svolgimento delle principali lavorazioni in ambienti chiusi per contenere la diffusione di polveri e rumore

L’occupazione delle aree

Resta invariata l’occupazione delle aree prevista sulla Piana di Susa. La variante prevede modifiche principalmente in aree non urbanizzate nei Comuni di Chiomonte e Giaglione, interessati dall’ampliamento del cantiere esistente per circa 4,5 ettari, e di Salbertrand, dove, su un’area industriale e ferroviaria di 13 ettari, sorgerà il sito di valorizzazione del materiale di scavo per la successiva movimentazione ferroviaria. Si tratta di 215 particelle per la quasi totalità in occupazione temporanea.

Per circa  174 metri quadri la proprietà interessata dall’occupazione temporanea è suddivisa fra 1054 persone – tutti attivisti Notav che risultano mediamente titolari  di una “mattonella” di 40 centimentri quadri a testa.

I documenti sono consultabili  sul sito di TELT e l’intero materiale,  pari a 1124 documenti che se stampati equivalgano a un metro cubo di carta, è in consegna agli enti interessati che hanno 60 giorni per far pervenire eventuali osservazioni.  http://www.telt-sas.com/it/progettodivariante/

Per TELT una variante che tutela anche meglio l’ambiente

La variante – secondeo TELT  “permette di limitare considerevolmente i fattori di pressione ambientale del cantiere del tunnel di base in Italia perché vengono eliminate la galleria di ventilazione in Val Clarea e la parte del cavidotto interrato che avrebbe dovuto interessare i Comuni di Mompantero e Susa. 

La Val Clarea, in particolare, non sarà più interessata dai cantieri.

“Fermo restando che nel cantiere di Chiomonte non sono state trovate tracce di amianto, a scopo precauzionale è stato previsto, dentro la montagna, un sito per lo stoccaggio di eventuale materiale amiantifero che dovesse essere trovato nel corso degli scavi e che verrebbe tombato in sicurezza senza mai uscire dalla galleria”.

I controlli ambientali e sulla salute

“Il monitoraggio ambientale  – concludono da TELT – seguirà le “buone pratiche” già adottate a Chiomonte dove sono stati costantemente osservati 135 parametri sulle varie componenti: sottosuolo, rischio idrogeologico, acque superficiali e sotterranee, aria, vibrazioni, rumore, campi elettromagnetici. Saranno monitorate anche salute dei cittadini, fauna, flora ed ecosistemi. In particolare continuerà anche la VIS – ovvero la  Valutazione dell’Impatto sulla Salute  realizzata dall’Università degli Studi di Torino per i lavori del cunicolo geognostico della Maddalena sulla base di 62.870 misurazioni”.   

L'avviso pubblico di esproprio di terreni pubblicato da TELT

L’avviso pubblico di esproprio di terreni pubblicato da TELT