Toni Spanò, lista Adesso Avigliana, spiega il programma "Avigliana che vuole cambiare, Avigliana che vuole essere forte delle proprie potenzialità"

Toni Spanò lista Adesso AviglianaToni Spanò lista Adesso Avigliana

AVIGLIANA – Toni Spanò, candidato Sindaco nella lista civica “Adesso Avigliana”, concorre per la carica più alta di piazza Conte Rosso questa domenica. L’Agenda.News lo ha incontrato.

Allora, questi mesi di campagna elettorale che Avigliana le hanno mostrato?

Un’Avigliana con tante energie ingiustamente represse che invece meritano di essere prima di tutto riconosciute a dovere e poi valorizzate. Un’Avigliana con dei bisogni concreti cui si devono dare delle risposte. Ancora, un’Avigliana che vuole cambiare, un’Avigliana che vuole essere all’altezza delle proprie potenzialità e un’Avigliana che si è stancata dell’immobilismo. Insomma, un’Avigliana che adesso vuole ripartire“.

La domanda è d’obbligo allora, qual è la vostra ricetta per farla ripartire?

Non ci sono ricette né formule magiche. C’è l’ascolto e il confronto: è un metodo che lascia poco spazio all’improvvisazione e che richiede, invece, capacità di analisi e di studio. Ma è il miglior modo per amministrare, preoccupandosi davvero del futuro di chi verrà dopo di noi. Avigliana riassume in sé tre aspetti: turistico grazie ai laghi e al suo borgo medievale; industriale, grazie ai due poli e alle sue numerose aziende; e infine commerciale, grazie alle molte attività che la animano… anche se in questo periodo sono in difficoltà. Amministrare Avigliana vuol dire saper tener conto di queste tre sfaccettature, dando a ognuna l’attenzione che merita“.

Facile a dirsi per il turismo e il commercio, ma sull’industria cosa si può fare?

Abbiamo incontrato degli imprenditori e, dico la richiesta più semplice, si potrebbe curare di più l’area industriale. Abbiamo l’idea che anche questa possa essere un ‘biglietto da visita’ per la Città. Ci pensi, un imprenditore arriva, magari dall’estero, prende la tangenziale, esce ad Avigliana diretto verso una delle nostre aziende e cosa trova? Oggi, buche, cespugli e un generale degrado nella parte gestita dal Pubblico… Che idea può farsi? Può venirgli voglia di investire? La cartellonistica è da rivedere, così come lo stato delle strade. E poi occorre pensare anche al discorso sociale, pertanto vogliamo realizzare insieme ai Privati delle zone industriali un asilo nido per i figli di chi lavora in quell’area. Perché famiglia e lavoro non vanno disgiunti“.

Per quanto riguarda il turismo, pare che abbiate riflettuto molto, specie sui laghi…

Certo con il convegno “Adesso Avigliana: capitale del turismo e del lavoro”. Un incontro che ha aperto gli occhi sul parco e sulle sue possibilità. È stato lo stesso Presidente del Parco, Stefano Daverio, a smentire la falsa idea, che si è formata nel tempo, di un Ente Parco avversario dello sviluppo dei laghi. Siamo usciti da quell’appuntamento con l’idea che tutto è possibile, basta progettare e, prima ancora, voler davvero investire per la Città. Basta immobilismo!“.

Infine, parliamo del terzo aspetto di Avigliana: il commercio…

Il commercio riguarda tutta Avigliana, di conseguenza tanti altri nostri indirizzi di intervento vanno a interessarlo. Penso all’urbanistica: oggi la ferrovia divide in due la Città e il rischio è che questa frattura diventi sempre più profonda. Non è un bene per il commercio, soprattutto quando una delle due zone vanta il borgo medievale, i laghi, il castello, il comune e i servizi… Occorre lavorare per ricucire urbanisticamente Avigliana. In tal senso l’interramento della ferrovia su cui si è fatto un gran parlare e un gran scrivere, è una progettualità, quanto meno da proporre, che permetterebbe di trovare una soluzione a una grave problematica della Città. Non pronunciarsi e non volersi sedere ai tavoli sarebbe un agire irresponsabile, perché significherebbe essere a conoscenza di una criticità e lasciare le cose come stanno: non voler fare nulla a propositoAltro tema la sicurezza che riguarda tanto i commercianti, quanto i cittadini privati. Ecco perché proponiamo un sistema di videosorveglianza, in modo da avere sempre il controllo su cosa accade in Città, tanto nel centro quanto nelle borgate“.

Ecco, sulle borgate quali idee?

Per prima cosa chi sceglie di abitare in borgata non dev’essere un cittadino di serie B. Perché se non si fa nulla per evitare che passi questa idea, si incentiva l’abbandono delle borgate. Bisogna che l’amministrazione che verrà si impegni per ridurre la distanza in termini di servizi e facilità di fruizione, avvicinando la qualità di vita che si ritrova in centro a quella di chi abita in borgata. Un’azione in questo senso è l’aumento dei passaggi delle navette, aumentando i giorni a disposizione, in modo da potersi recare in centro anche quando non c’è il mercato. Per monitorare la situazione e conferire il giusto protagonismo anche amministrativo alle borgate abbiamo anche pensato di istituire un referente per ognuna, in modo che attraverso incontri periodici ci si possa confrontare insieme sui bisogni e le necessità“.