Trana: il Giardino Botanico Rea compie 50 anni Domenica 11 giugno una giornata speciale per festeggiare mezzo secolo dalla fondazione

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TRANA – In occasione dei 50 anni dalla fondazione del Giardino Botanico Rea – via Giaveno n. 40, frazione San Bernardino di Trana – domenica 11 giugno 2017 si terrà una giornata speciale all’interno del Giardino.

Il programma della giornata

Per tutta la giornata ci sarà il mercatino a cura di vivaisti specializzati: Milena Audisio, (piante succulente), Vivalpi di Marco Picca Piccon, (piante alpine e da roccera), Augusto Bianco, (iris), Gianluca Bonomo, (piante acquatiche), Davide Bella (piante orticole e da fiore), Paolo Bovo, (arbusti).

Saranno inoltre presenti le Associazioni botaniche: Gruppo “Amici delle Erbe” di Torino; A.Di.P.A. (Associazione per la Diffusione di Piante fra Amatori) sezione Piemonte e “Amici del Giardino Botanico Rea”

Dalle ore 11:00 alle 13:00 circa l’A.DI.P.A effettuerà lo scambio di piante e talee, in primis per i soci e secondariamente per i visitatori. A seguire, alle ore 15:00  Davide Bella farà una breve lezione pratica di potatura verde e di taleaggio.

Alle ore 16:00 con più interventi, si parlerà della storia e dei ricordi del Giardino Botanico Rea e successivamente, per chi desidera, ci sarà la possibilità di effettuare una visita guidata.

All’interno del  salone saranno esposti i Cereali Antichi di Alessandro Corbellini e dei suoi studenti dell’Istituto Agrario di Biella mentre l’Associazione artistica “Colorando…”, di Trana, presenterà i suoi lavori dal tema “Colorando… I Fiori”.

Il giardino  sarà aperto  dalle ore 10 alle 19 e per questa speciale occasione la tariffa d’ingresso sarà della cifra simbolica di 1,00 € per tutti, al fine di sostenere il Giardino Botanico Rea.

La storia del Giardino Botanico Rea

Cinquant’anni non sembrano molti, ma dovendoli raccontare e cercando tutte le attività e le iniziative fatte ci si accorge che sono state veramente tante e che in questi 50 anni il Giardino, attraverso alti e bassi, ha lavorato intensamente ed è stato sempre all’avanguardia con i tempi.

I primi anni

Nessuna ambizione, ma uno sconfinato amore per le piante ci ha risolti a questa decisione.”, con queste parole Giuseppe Bellia annunciava la nascita nel 1967, del suo Giardino Sperimentale, rivolto all’acclimatazione di piante alpine ed erbacee perenni, che faceva seguito alla creazione nel 1961, sempre da parte di Bellia, dei Vivai di San Bernardino, una attività innovativa e molto fiorente per l’epoca.

Prima di addentrarsi nella storia del Giardino Rea, è bene ricordare la figura di un altro precursore nel campo del giardinaggio, il Cavaliere del Lavoro Giuseppe Ratti (Presidente della Società Orticola Piemontese, primo Presidente di Pro-Natura Torino), che possedeva una villa con giardino sempre a San Bernardino di Trana.  E’ curioso che in una  piccola frazione di questo Comune, siano sorti due giardini, Villa Ratti e Rea, all’avanguardia nei tempi e nati dalla uguale passione per le piante e i fiori da parte dei loro creatori, Giuseppe Ratti e Giuseppe Bellia.

Ratti e Bellia si conoscevano per aver collaborato insieme alla realizzazione di Flor ‘61 (allestimento floreale al Valentino, nell’ambito di Italia ’61, per i festeggiamenti del centenario dell’Unità d’Italia) e, nello stesso anno, Bellia acquistò un ettaro di terreno per avviare i suoi Vivai di San Bernardino proprio perché aveva notato che a Villa Ratti, in questo microclima favorevole, le piante e i fiori, crescevano particolarmente belli e rigogliosi.

Tra la fine degli anni ’50 e metà anni ’60 del novecento, la figura di Giuseppe Ratti aveva contagiato tutta una generazione, creando un “clima” che ruotava attorno al verde, alla scoperta di nuove piante e alla sperimentazione di nuovi metodi di coltivazione, che doveva essere veramente molto eccitante ed appassionante. Pur non avendone la certezza, penso tuttavia che Giuseppe Bellia sull’onda di questa passione, abbia iniziato a creare il suo Giardino Botanico Rea, allora non ancora in modo fisico, ma sicuramente nel cuore e nella mente. E alla fine, nel 1967 riuscì a realizzare questo sogno, con l’aiuto e il sostegno di valenti collaboratori, tra cui ricordiamo Maria Luisa Sotti, Giuseppe Ariello e i professori Tosco e  Della Beffa.

Nel 1968 Bellia iniziò a pubblicare un “Bollettino d’informazione”, che dall’anno successivo chiamò “Rea”, in onore di Giovanni Francesco Re, medico naturalista, tra i primi botanici che studiarono la flora della Val di Susa e della Val Sangone e che, nel 1805, pubblicò un libro dedicato alla flora spontanea di queste valli, la “Flora Segusiensis”.

Il Giardino in breve tempo si arricchì di nuove specie botaniche arrivando a contare oltre 2500 specie diverse. Pubblicava inoltre un Delectus Seminum, cioè un elenco di semi a disposizione per lo scambio gratuito con altri Orti Botanici.

Nel 1970 fu fondata l’AIGBA, Associazione Internazionale Giardino Botanici Alpini, sempre su iniziativa e volontà di Bellia, che ebbe la capacità di riunire attorno a se direttori, curatori e giardinieri di altri Giardini Botanici, per scambiarsi idee, confrontarsi su attività e problematiche del loro lavoro e sostenersi nei momenti più difficili.

La nuova gestione

Nei primi anni ‘80 Bellia e il giardino iniziano purtroppo ad attraversare un periodo di difficoltà. Affinché il lavoro ed il  sogno di Bellia non andassero perduti, nel 1989 la Regione Piemonte acquistò la proprietà del giardino e ne affidò la gestione alla Comunità Montana Val Sangone, con lo scopo, tra gli altri, di salvaguardare le maestranze alle dipendenze di Bellia e le loro specifiche competenze nella manutenzione del Giardino. La Comunità Montana curerà la direzione tecnico-amministrativa e la manutenzione, su indirizzo scientifico e didattico del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

La Comunità Montana Val Sangone e la Società Cooperativa Agricola Produttori Val Sangone, eseguirono una profonda ristrutturazione, rimodernando completamente il Giardino che nel 1992 venne riaperto al pubblico e da allora mai più chiuso.

Con l’accorpamento nel 2010 delle Comunità Montane, il Giardino è stato gestito dalla Comunità Montana Valli Susa e Sangone sino al 2016, a seguito della nascita dell’Unione Montana Val Sangone. Attualmente la gestione è rimasta alla Società CAPVS che ne cura la gestione amministrativa-tecnica, la manutenzione e la didattica, in attesa di una definizione dei ruoli tra i vari Enti preposti: Regione Piemonte, Comunità Montana, Unione Montana e Comune di Trana.

Nel 2014 è stata inoltre creata l’associazione di volontariato “Amici del Giardino Botanico Rea”, a supporto della parte di promozione e divulgazione delle attività.

Le collezioni

Le collezioni attuali comprendono alberi, arbusti ed erbacee perenni appartenenti sia alla flora autoctona che di origine esotica. In due serre sono coltivate le specie provenienti dalle zone a climi caldi: una è riservata alle piante succulente di ambiente semi-desertico, l’altra invece ospita un discreto numero di specie della flora tropicale e subtropicale. Una terza serra tiepida è stata costruita nel 2004, a fianco delle altre due, per ospitare una ricca collezione di piante carnivore e usata come ricovero invernale per piante delicate, agrumi, pelargoni, fucsie.

Le collezioni di Fucsie e di Iris sono state oggetto di studio, ampliamento e ristrutturazione, in omaggio al lavoro e alle passioni botaniche di Giuseppe Giovanni Bellia, che già aveva creato queste collezioni, ma che nel corso degli anni erano andate in parte perdute.

La collezione di Iris rizomatose, seconda solo al Giardino delle Iris di Firenze,  ammonta a circa 250 cultivar differenti, tra cui una ventina di cultivar ibridate dallo stesso Bellia. Una cinquantina di specie di Iris bulbose e botaniche è in corso di ampliamento e di studio, con un apposito progetto di conservazione sulle specie spontanee piemontesi. Simbolo della collezione è l’Iris “Giardino Rea”, ottenuta dall’ibridatore piemontese Augusto Bianco e da lui dedicata al Giardino.

La Collezione di Fuchsie è costituita da circa 60 cultivar differenti di ibridatori italiani e stranieri e degli anni che vanno dal 1840 ai nostri giorni. Le specie botaniche sono una ventina appartenenti alle 6 sezioni diffuse in America centro-meridionale e Nuova Zelanda.