Troppe zecche nei boschi della Val Sangone?

L'Ixodes ricinus, la zecca più comune nei nostri boschiL'Ixodes ricinus, la zecca più comune nei nostri boschi

Sono molte le segnalazioni di boulajour e semplici escursionisti che, passeggiando nei boschi dell’alta Val Sangone, hanno segnalato una massiccia presenza di zecche. Da un anno a questa parte, infatti, pare essersi verificato un vero e proprio boom di questi fastidiosi aracnidi (non sono insetti, bensì appartengono alla stessa classe dei ragni e degli acari) che, in alcuni limitati casi, possono anche essere portatori di malattie pericolose per l’uomo. Abbiamo pertanto provato a fare il punto della situazione con un esperto, il dott. Massimo Meregalli, entomologo e docente presso il corso di studi di Scienze Naturali dell’Università di Torino. “Non credo ci siano gli estremi per parlare di un’invasione di zecche, ma sicuramente anche questi aracnidi vanno incontro a dei periodici picchi di crescita e gli anni 2014- 2015 possono essere uno di questi picchi”, spiega il dott. Meregalli. Su quali siano le cause di questo picco, il ricercatore è cauto: “Penso che inverni miti possano avere favorito una maggiore sopravvivenza delle zecche e non si può escludere nemmeno un sensibile aumento del numero di ungulati, soprattutto caprioli, che ospitano spesso questi parassiti sul proprio corpo”. Sulla pericolosità di questi animaletti Meregalli si sente tuttavia di tranquillizzare gli escursionisti: “È vero che in alcuni casi, molto rari, le zecche possono causare una patologia molto seria come la Malattia di Lyme, ma stiamo davvero parlando di episodi sporadici; certamente sono fastidiose e vanno quindi levate il prima possibile, al fine di evitare pruriti o, al peggio, qualche infezione”. Come si possono togliere in sicurezza? “È indispensabile rimuovere anche il capo dell’animale, la parte più difficile, perché si trova immersa nella cute. In farmacia vendono uno strumento apposito che costa pochi euro e consente di togliere le zecche in assoluta sicurezza. Altrimenti, si possono prendere con una pinzetta rigida ed estrarle delicatamente, evitando di “strapparle”. Meglio evitare creme e intrugli vari per soffocarle. Dopo averle estratte, è bene verificare che non sia rimasto il capo nella cute, visibile come un puntino nero. Nel caso in cui questo sia ancora presente, bisognerà procedere a estrarlo con uno spillo”. Nel caso di malesseri che si verifichino dopo la puntura di una zecca è comunque bene rivolgersi a un medico per gli approfondimenti del caso.

Il dott. Massimo Meregalli, dell'Università di Torino

Il dott. Massimo Meregalli, dell’Università di Torino

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