Truffatori fantasiosi, sconfiggerli si può

RIVALTA – A volte è una distinta signora di mezza età e a chi  le apre la porta parla di banconote ritirate alle Poste e purtroppo rese inutili da una fantomatica traccia blu. Gentile e disponibile, si offre di recarsi lei stessa allo sportello per sostituirle e se ne va portando con sé risparmi e fiducia. Oppure è un giovanotto che approfitta della scarsa visibilità data dalla notte e dalla pioggia per incamminarsi sugli attraversamenti pedonali al sopraggiungere di una vettura. Un deciso colpo sul paraurti, un urlo spaventato e poi la richiesta all’attonito e confuso automobilista di 50 euro in contanti per risarcire jeans strappati e ginocchia contuse. Ogni tanto sono falsi addetti Smat che entrano nelle case parlando di controlli da effettuarsi con gas altamente dannosi per carta e metalli. Meglio allora chiudere denaro e  gioielli in un borsone da depositare nel frigorifero, impenetrabile agli effluvi nocivi. Alla loro partenza non resta traccia  del gas e, purtroppo,  del borsone. Sovente è una ragazza carina, della stessa età della figlia dei padroni di casa che lei sembra conoscere molto bene. Chiede di poter affidare in custodia una valigia colma di oggetti preziosi che preferisce non lasciare alla mercé di futuri traslocatori. Un caffè, quattro chiacchiere che a poco a poco diventano confidenze, una visita all’alloggio, la richiesta di andare un attimo in bagno e poi il congedo che lascia la famiglia più ricca di una valigia colma di cianfrusaglie e più povera dei risparmi mostrati con troppa leggerezza. Sempre sono gentili, accattivanti e anche simpatici. Ma sono truffatori, abituati a far conto sulla buona fede di chi ha fondato vita e comportamento sull’onestà e il rispetto degli altri. Per difendersi, dicono i Carabinieri, è necessario innanzitutto non fidarsi delle apparenze e non aprire porte e cancelli a sconosciuti, anche se chi appare dallo spioncino o si affaccia al di sopra della cancellata indossa l’uniforme della locale polizia o dei Militari dell’Arma, o sventola un tesserino dall’aria ufficiale. In caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa è preferibile chiedere  che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino di casa, e se esiste una ricevuta da firmare pretendete che sia infilata sotto la porta o attraverso le sbarre del cancello. Se nonostante tutte le rassicurazioni non si è convinti o ci si sente sicuri è meglio telefonare all’Ufficio di zona da cui lo sconosciuto dice di dipendere e verificare. Ma attenzione a non utilizzare numeri di telefono forniti dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice, preferendo avere sempre a disposizione accanto al telefono un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità. È anche saggio ricordare che il pagamento delle utenze non viene mai richiesto a domicilio e, più in generale, diffidare sempre dagli acquisti molto convenienti e dai guadagni facili che vengono proposti perché spesso si tratta di truffe o di merce rubata. Ma se, nonostante i consigli di parenti, amici e Forze dell’Ordine, si è  inavvertitamente aperta la porta ad uno sconosciuto il comportamento migliore da assumere è non perdere la calma, invitare l’intruso a uscire dirigendosi con decisione verso la porta e ripetendo l’invito ad alta voce, anche per suscitare la curiosità di vicini che potrebbero giungere in aiuto.