Tunnel Art Work: l’arte di 3 “streeters” entra nella galleria geognostica di Chiomonte Una "galleria d'arte": dietro il facile gioco di parole un ambizioso progetto di TELT per il futuro del cunicolo eplorativo

Simone Fugazzotto  (Silenzio di un cruciverba)Simone Fugazzotto (Silenzio di un cruciverba)

CHIOMONTE – Se non fosse per la temperatura di oltre 30 gradi l’arrivo del trenino di servizio, allegoricamente e ironicamente dipinto in stile pop anni ’80 da Laurina Paperina, artista di Rovereto, una dei tre writers chiamati da Luca Beatrice – Presidente del Circolo dei Lettori – a curare per TELT il progetto TAW – Tunnel Art Work , potrebbe sembrare l’arrivo della metro in una fermata newyorchese passata sotto le bombolette di Keith Haring.

E’ proprio questa l’idea, fortemente voluta da Mario Virano, direttore generale della società binazionale che sta costruendo la Nuova Linea Torino -Lione. “Qeesto è un esperimento, che non si fermerà oggi. La nostra volontà è di offrire questo nuovo spazio liberamente ad artisti che possano utilizzarlo come luogo di espressione culturale. Per troppo tempo questo cantiere ha subito polemiche e pregiudizi. Da sempre la modernità èstata accompagnata e celebrata dall’arte e i nostri primi tre artisti coinvolti non sono stati da noi minimamente condizionati. Siamo però orgogliosi di aver per la prima volta portato l’arte, non in un’opera finita, come ad esempio la metropolitana di Napoli, ma in un cantiere operativo. Il progetto Tunnel Art si inserisce nella cultura dell’underground. Questa nuova impostazione punta a rendere i cantieri luoghi aperti e “parlanti”: accedervi significa entrare nell’opera, nel progetto, nei lavori, nella storia e nel futuro. La Torino-Lione è un’opportunità ideale di sperimentazione anche nel campo artistico e della comunicazione; pensiamo sia possibile valorizzare il territorio offrendo una prospettiva inedita sulla cultura del sotterraneo.” 

Pìù underground di così in effetti è difficile: siamo alla kilometrica 2+800 del tunnel geognostico – che ieri ha intanto superato quota 6.150 –  in una nicchia dove vi sono vasche di contenimento delle acque. E’ qui che Simone Fugazzotto, milanese e  il francese Ludo hanno realizzato le loro opere. Il primo è un murale dal titolo “Silenzio di un cruciverba” che vede un simbolico scimpanzé – archetipo evolutivo umano – sommerso da una pioggia di parole, dalle quale si difende con un ombrello colorato,  raffigurate in un cruciverba con le parole chiave dello scavo: “Da piccolo ogni volta che mia nonna, appassionata enigmista, si impegnava in un cruciverba, mi sentivo a disagio per la grande mole di parole che non conoscevo. Mi è venuto spontaneo raffigurarlo qui. E’ un po’ una esposizione del caos che ci circonda e che spesso per superare ci costringe ad isolarci. Artististicamente è stata un’esperienza fantastica. Io sono venuto qui per abbellire con il mio lavoro questo luogo unico. Le polemiche? Ho ricevuto centinaia di mail contrarie alla mia presenza, ma l’arte è proprio questo. Le parole polemica e notav  sono nel mio cruciverba insieme a molte altre. Questo è essere artista a mio modo di pensare.

Il parigino Ludo, ormai quarantenne affermato e noto a livello mondiale, è un artista che ha a iniziato a parlare per le strade della sua città utilizzando i tag come un adolescente e si è via via evoluto nella street art. Ora il suo marchio di fabbrica, sono i suoi colori preferiti,  l’uso del nero, bianco e verde che unisce per formare creature fantasy vegeto-robotiche, metà naturali,  metà iper-tecnologiche. Le sue opere sono oggetto di numerose mostre e di pitture in numerose città di tutta Europa, in Cina, a Tokio, negli USA. L’opera opposta a quella di Fugazzotto, è un murale in acrilico, realizzato dipingendo un robot armato mixato ad una farfalla floreale dal titolo “Casus belli”“Ho voluto sottolineare come da sempre il progresso trova opposizioni, gente che non sa o non è in grado di seguirlo e resta indietro. A volte con suo proprio danno. Questo genera conflitti, ma il mondo va avanti e non può fermarsi. Quello che si può e deve fare è cercare l’equilibrio con tradizione, ambiente e il futuro che comunque – grazie alla tecnologia –  ha sempre migliorato le condizioni di vita dell’uomo. Certo lavorare qui non è facile per le condizioni di clima, è dura, ma il lavoro degli operai è ancora più duro, e va rispettato moltissimo.”

All’ingresso del cunicolo Ludo ha realizzato una seconda opera: “Dulce Bellum Inexpertis”, una scritta lunga 12 metri nei quali si intrecciano le lettere a elementi floreali e filo spinato. La vera contraddizione di un normale cantiere della modernità, costretto a difendersi dagli attacchi esterni come se fosse appunto un cantiere di guerra.

“L’arte – ha detto Luca Beatrice che di questa “permanente” è il curatore – ha il diritto di libertà di pensiero. E’ di tutti e appartiene a tutti. E appunto non può essere condizionata. Non lo ha fatto TELT con questi artisti, ma sarebbe giusto che ciò avvenisse sempre nei confronti di chiunque. Gli artisti troveranno qui uno spazio inusuale, ma che non sarà chiuso come qualcuno dice. Ogni giovedì nel cantiere ci sono le visite guidate e io credo che continuando i lavori questo progetto si espanderà e farà scuola. Con questo esperimento di arte sotterranea la pittura ritorna alla sua condizione primaria, quella dei primi segni nelle grotte. Una bella sfida.”

All’inaugurazione insieme a molti tecnici e a sindaci ed amministratori – ovviamente tutti dell’Alta Valle – è intervenuta anche l’Assessore alla Cultura della Regione Antonella Parigi: “Oggi ho ottenuto un record. Sono la prima Assessore alla Cultura che entra in galleria a Chiomonte e credo che questo incontro fra cultura e tecnologia, voluto da TELT, specie se proseguirà, potrà in futuro essere una ulteriore attrattiva di un territorio così ricco di storia ed arte come la Valle di Susa”. Hubert du Mesnil, Presidente di TELT, ha invece ricordato come “TELT con questa iniziativa dimostra la sua sensibilità che va aldilà del mandato tecnico e dimostra la volontà di lavorare per la promozione anche culturale del territorio e di rappresentare le culture, diverse, ma con origine latina comune di Italia e Francia.” 

Il costo di tutto questo? Tutto fatturato e a bilancio. Più o meno come 3/4 ore di concerti rock e performance di comici in un prato della Val Cenischia. Circa 20.000 euro.

Fuori all’uscita del tunnel, pochi fischi, nemmeno tanto rumorosi di un manipolo di presidianti Notav, stabilmente presenti sopra il cantiere sotto i pennoni di alcune – sbiadite – bandiere trenocrociate. “Una installazione pittoresca”, avrebbe detto qualche entusiasta estimatore nell’episodio “Le vacanze intelligenti”  del film “Dove vai in vacanza?” con Alberto Sordi e Anna Longhi alla Biennale di Venezia.

(Fotoservizio Marco Cicchelli)

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