Dura critica dall’Udc sulla gestione del Pacchiotti di Giaveno, Giacone difende la scelta Cuzzilla: "Pagato un debito elettorale da parte del primo cittadino"

L'Istituto Pacchiotti a GiavenoL'Istituto Pacchiotti a Giaveno

GIAVENO – Dopo la comunicazione da parte del sindaco della nomina dei nuovi consiglieri del Cda della Fondazione Pacchiotti non sono mancate le critiche. Prima l’opposizione in Consiglio Comunale, per voce di Stefano Tizzani, aveva criticato non le nomine ma la poca sensibilità di Giacone nel non aver coinvolto le minoranze nelle scelte. Ora anche il partito Unione Democratica Cristiana in una nota attacca l’amministrazione comunale.

Antonio Cuzzilla, vice segretario provinciale UDC, scrive: “Siamo alla follia, benvenuti nel regno di Re Carlo I. Con le nuove nomine del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Pacchiotti, il Sindaco Giacone e la sua maggioranza trasversale hanno raggiunto il livello più basso di questa tornata amministrativa. Nessuna trasparenza, nessuna comunicazione alle minoranze (quelle vere), accordi avvenuti nell’ombra. Con questo atto è stato pagato forse l’ultimo debito elettorale da parte del primo cittadino, chiarendo una volta in più, se mai ci fossero ancora dei dubbi, l’esistenza della grande ammucchiata di cui si è circondato e che lo tiene in piedi. Dopo il concorso estivo sconosciuto ai più, per l’assunzione di un addetto stampa per il Sindaco che in fatto di “comunicazione” ne ha davvero bisogno, ecco che arriva una nuova spartizione pre-elettorale delle poltrone del CDA della Fondazione“.

Cuzzilla aggiunge una nota politica: “Formazione pronta dunque per le prossime elezioni? Un armata brancaleone che va da personaggi politici provenienti dall’ estrema dx, fino al movimento 5 Stelle passando per la sinistra; un inciucio in salsa democristiana da fare invidia ai politici della prima repubblica, chissà se il buon Grillo, Di Maio e Renzi ne sono al corrente? Divisi dalla storia, uniti dalle poltrone! Un amministrazione, la peggiore di tutti i tempi, che non si è mai tagliata le indennità come scritto nel programma elettorale, un amministrazione che da una parte apre i Supermercati, penalizzando i commercianti locali dopo aver fatto una campagna elettorale contro e dall altra chiude i consigli Comunali, impedendo ai Cittadini di parlare, come successo venerdì sera. Sempre più asserragliati nel loro feudo, sempre più lontani dai Cittadini“.

Il commento del sindaco

Il sindaco Carlo Giacone sentito sull’accusa è lapidario: “L’UDC non fa parte del gruppo consigliare, se poi qualsiasi cittadino, nemmeno di Giaveno può commentare l’operato di un amministrazione faccia pure, ma non è di mio interesse“.

Cuzzilla termina il suo ragionamento: “Incredibili le vicende che hanno caratterizzato la Fondazione negli ultimi anni, a mio parere una delle poche cose che stava funzionando nonostante i tentativi di sabotaggio, dopo aver nominato lui il Presidente. Dimissioni di Neirotti, dimissioni di Valle e ora Zurzolo che si dimette irrevocabilmente il 4 ottobre così da far decadere il Presidente Aiello, per poi rientrare dalla finestra una settimana dopo insieme all’(ex?) grillino Varrone, personaggio politico da Guinness, perché tre anni fa riuscì a compiere un record in sole due settimane, prima presentatore della lista 5 stelle poi al ballottaggio, rappresentante di lista per Giacone, semplicemente straordinario. Questa volta sì che ci sarebbe materiale da commissione di inchiesta. Nessuna trasparenza, nessuna consultazione con le minoranze, un atto di prepotenza mai visto. La responsabilità di tenere in piedi Giacone, ormai retto da una “minoranza”, è principalmente di quei consiglieri eletti in una lista che recava il mio nome ben scritto nei manifesti, che avevano firmato un impegno ben preciso con il gruppo e con i Cittadini (vedasi ad esempio la riduzione delle indennità, la difesa del commercio di vicinato, la trasparenza), per poi cambiare casacca come solo la peggior politica sa fare. Inutile chiedersi del perché permettano tutto ciò, la risposta sta nei 9 voti presi. Una vergogna. Un esercito del selfie, fatti anche in luoghi sacri come il cimitero del capoluogo. Imbarazzanti non sono le dimissioni non date, ma l’assenza di scuse ai Giavenesi. Mi spiace perché Giaveno non merita questi personaggi ma la storia ci insegna come anche il regno di Carlo I si concluse con una disfatta totale“.