Un altro lupo trovato morto: stavolta lungo la ferrovia a Salbertrand E' il sessantesimo esemplare recuperato in Provincia di Torino

Giovane esemplare di lupo (Foto M.Giordano - Parco Alpi Marittime)Giovane esemplare di lupo (Foto M.Giordano - Parco Alpi Marittime)

SALBERTRAND – La carcassa di un lupo morto è stato  recuperata oggi lungo la ferrovia Torino-Modane a Salbertrand dal  Servizio di Tutela della Fauna e della Flora della Città Metropolitana di Torino, su segnalazione del personale viaggiante di un convoglio di Trenitalia.

La carcassa era di un lupo maschio di età adulta, del peso di 34 Kilogrammi, forse investito da un treno. L’animale è stato trasferito presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino per l’esecuzione degli accertamenti anatomo-patologici previsti in casi del genere, trattandosi di una specie a protezione assoluta. I casi di uccisioni illegali  registrati non sono molti. La causa di morte della stragrande maggioranza degli esemplari ritrovati è conseguenza dell’investimento stradale da parte di veicoli lungo le vie principali di comunicazione delle Valli, tra un versante e l’altro. I casi accertati e documentati di uccisioni illegali documentati sono pochissimi.

“Con quello di oggi siamo a quota sessanta esemplari di lupo ritrovati morti, prevalentemente per investimenti stradali o ferroviari, al momento della ricomparsa della specie nelle vallate alpine del territorio della Città Metropolitana di Torino – sottolinea Gemma Amprino, Consigliera metropolitana con delega ad Ambiente, Montagna e alla Tutela della fauna e della flora – La prima carcassa di un Lupo era stata ritrovata il 18 dicembre del 2001”.

Il lupo (Canis lupus italicus) era scomparso dall’arco alpino all’inizio del Novecento. Ma, intorno alla fine degli anni‘80 , alcuni esemplari provenienti dagli Appennini hanno risalito progressivamente la penisola’Appennino abbruzzese hanno iniziato a spostarsi dal centro Italia verso nord-ovest, favoriti dall’abbondanza e dalla varietà di prede disponibili, in particolare dall’enorme numero di cinghiali e caprioli reintrodotti a fini venatori, specie la cui espansione a sua volta è stata favorita dall’aumento delle superfici boscate e dal progressivo abbandono delle aree interne. Così, nel dicembre del 1992, a 70 anni esatti dalla loro scomparsa, i primi due lupi sono stati ufficialmente osservati e riconosciuti nelle Alpi Marittime francesi.

Nella quasi totalità dei casi i lupi trovati morti sono esemplari molto giovani, quasi tutti maschi, intorno al secondo anno di vita, a conferma dell’etologia della specie, che vede spesso i lupi di questa età lasciare il piccolo branco per cercare nuovi spazi dove inserirsi senza competizione alimentare e/o di gerarchie sociali.
In caso di rinvenimento di lupi feriti o morti è necessario darne immediata comunicazione alla ex Provincia o al Corpo Forestale dello Stato, ora in via di riaccoparmento presso l’Arma Carabinieri, segnalandolo ai numeri del Servizio Faunistico della Città Metropolitana (011-8616987 / 349-4163347) oppure al 1515 /al 112. In caso di animale ferito – evitando il contatto diretto – va fatto intervenire attraverso il 118 anche il Servizio Veterinario Regionale.