Un Natale targato Tino Aime: in mostra a Torino e in libreria con un gioiello targato “Graffio Edizioni” in edizione numerata Si inagura domani la Mostra "Atti di luce" presso la Galleria Fogliato che è anche il titolo del libro artistico

4 Gioielli - Tino Aime4 Gioielli - Tino Aime

Se la Valle di Susa ha uno spirito poetico, se la montagna ha un’essenza antica, entrambi portano il nome di Tino Aime. Il suo linguaggio artistico è inconfondibile, il tratto unico: qualunque materia grezza o forma d’arte le sue mani  tocchino riesce a cogliere e trasmettere emozione. E il Maestro di Bastia non finisce mai di stupirci con la forza che i suoi lavori trasmettono, unita alla delicatezza delle immagini. Tino, come una antica radice di vite sulla pietra, si piega, si contorce, ma resiste nodosa anche al tempo e agli eventi; si fa lui stesso roccia. E li restituisce in chiari di luna, nevicate su pietre antiche, nei paesaggi della bellezza antica delle frazioni alpine, negli oggetti quotidiani, nello sguardo fuori dalle finestre.

E’ la Luna che domina le opere esposte in questa mostra, dipinti, incisioni, acquerelli, le “Finestre” a tutto…Tino.

Non solo “attimi”, ma autentici “Atti di Luce” che la sensibilità e la passione di Tino sanno cogliere come pochi artisti contemporanei. Lo scrive bene Cinzia Tesio: “E un paesaggio montano osservato da una finestra. In primo piano incontriamo alberi, sullo sfondo una borgata dove emerge pace e silenzio. Ogni elemento si volge a una luna nera, che è il luogo più buio del quadro. Intorno alla luna, però, a impedire che si apra in sua vece un buco nero, un vuoto, un’assenza, si è conservato un cerchio luminoso, un alone sottile, lieve che testimonia di un’eclissi, di un allontanamento cui seguirà un ritorno. Tino è avvolto e amato dalla luna e, come ogni altra cosa, riceve dalla luna una luce fuggitiva, che per poco lo toglie dal buio e di nuovo, allontanandosi, ve lo abbandona.”

Silenziosi e magici paesaggi notturni, ulteriormente silenziati spesso dal mantello ovattato della neve, non solo di Valle di Susa, cui in particolare un angolo è dedicato ai “4 gioielli: Sacra di S.Michele, Forte di Exilles, S.Antonio di Ranverso, Abbazia della Novalesa, ma anche dell’Alta Val Varaita: Ponte Chianale, Bellino e le loro frazioni come S.Antonio.

Insieme ai paesaggi con alcune punte secche si passa ai fiori, elemento immancabile nelle opere di Tino:  dagli alchenchengi e gli altri “fiori stremati” come li chiama nel catalogo Giorgio Cattaneo, ormai passato dal giornalismo alla scrittura artistica ed alla letteratura, che con Tino collabora da anni:  “Dissetarsi alla fonte dell’invisibile, senza che nessuno se ne accorga, né si disturbi troppo e si distolga dalla cornice quotidiana che distrae e comprime, chiude e spegne, scolorisce stanchezza di gesti consunti, di fiori estenuati e sfiniti. Ma il giorno che fiorirono, quelle corolle, fioriva con loro l’universo. Germinava, in silenzio, lo spettacolo. La tenerezza della luce. La persistenza di un tramonto indistinguibile dall’alba, una voragine di gioia. Impazziscono, i fiori, in quell’oceano. E lo fanno una volta, una soltanto, e per sempre. Li culla il nettare di un canto. L’infinito, che è esploso in un sì.”

In Valle di Susa si torna sulla montagna di Condove, al Lajetto, con le Barbùjre, le masche riscoperte, retaggio della antica tradizione carnascialesca alpina, che ha una radice comune declinata diversamente su tutto l’arco alpino.   “Aime – scrive Valter Giuliano – abbandona la poetica che più gli è famigliare, per aprirci la parte più gioiosa e irridente del suo carattere.
Lo ha già fatto, in passato, con le marionette ma di certo gli sono più congegnali questi travestimenti tanto simili alle feste mascherate tra amici che animarono il suo giardino.
Lui non ha certo avuto difficoltà a immedesimarsi nelle barbujre. Queste tavole ci offrono emozioni diverse da quelle cui l’artista ci ha abituati: sulla lastra il tratto si muove con la sicurezza e la maestria di sempre, ma qui l’istintività sembra imporsi in connessione di-retta e immediata con la mano che obbedisce rico-noscente a questa desiderata pienezza di assoluta libertà. Se fossero quadri, statene pur certi, sarebbe spun-tata qua e là qualche macchia dispettosa spruzzata da Tinobarbuira. E non è detto che, cercando bene, ci sia in mezzo a questo gomitolo di linee qualche traccia di sberleffo o di scherzo.”

E “Atti di luce” è anche il titolo del piccolo volume, edito da “Edizioni Il Graffio“, la cui tiratura comprende 100 copie numerate, all’interno delle quali ci sono due incisioni di Tino con i testi  di Giorgio Cattaneo e le fotografie naturalistiche di Dante Alpe. La confezione del libro è artigianale, fatta a mano, su carta di pregio e impreziosita da una speciale copertina di corteccia naturale, al costo di 150 € in libreria,  prima uscita nella nuova Collana da collezione “I Graffiati” curata da Max Zallio per Graffio, che uscirà due volte l’anno con questi  piccoli scrigni letterari.

“Ho sempre avuto la passione per i libri artistici – racconta lo stesso Tino Aime – Recentemente dopo aver ideato un primo libro, dedicato alla mia nipotina, ho visto che la cosa mi piaceva. Ho voluto così crearne un secondo, affiancato dalle delicate parole scritte dall’amico Giorgio. “Atti di Luce” è nato così, insieme agli amici di Graffio.”.

Conoscendo la riluttanza e timidezza di Tino Aime per le parole tanto più quando le deve riferire a sé stesso, lui si esprime con la luce dei suoi colori, non poteva che trovare in Cattaneo un alter ego del suo cammino umano e soprattutto poetico, che lui negherebbe persino essere tale.

“Valle di stelle, madre dei venti. Ti guardo da millenni, ti respiro. Musica: l’onda not-turna di uno scroscio vago su banchine vaste, mine-rali, sbiancate dalla luna, tra correnti che risalgono il mistero vivente dei boschi, il germinare delle essen-ze, l’oceano scuro della clorofilla (…) Questa valle, la valle del soldato, da molti anni ormai è anche la mia.
È mia, per quanto un lembo di terra ti consenta di lasciarsi appartenere. È più corretto dire che son io, semmai, che riappartengo a lei..”

E lui, il Maestro, invece,appartiene a tutti noi… Grazie ancora amico Tino.

Se volete fare o farvi un bel regalo per Natale affrettatevi.

atti-di-luce

Edizioni del Graffio Tel. 011 9641007 – Fax 011 9646879 [email protected]

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Gli orari della Mostra:

Galleria Fogliato – Torino
Via Mazzini 9

13 DICEMBRE 2016 – 21 GENNAIO 2017
Inaugurazione 13 dicembre alle ore 17,30

Dal martedì al sabato 10-13 / 16-19,30
Aperture straordinarie:  domenica 18 e lunedì 19 dicembre

[email protected]

Tel. 011.887733