Un pò di storia: l’impianto idroelettrico di Salbertrand- Chiomonte

centrale chiomonte

CHIOMONTE – Non molti sanno che quello di Salbertrand-Chiomonte è uno dei primi impianti idroelettrici ad essere stato realizzato in Valle di Susa. La sua storia è strettamente legata con quella della nascita dell’allora Azienda Elettrica Municipale di Torino, oggi divenuta IREN. Nel 1903, infatti, è stata promulgata la Legge 103/1903 che consente ai Comuni di poter creare aziende di proprietà per gestire alcuni servizi di pubblica utilità, quali, ad esempio, l’energia e l’acqua ed il sindaco di Torino dell’epoca, il senatore Secondo Frola, decide immediatamente di percorrere quella strada. Parallelamente alla creazione della futura AEM, Frola promuove un progetto per la realizzazione di un primo impianto di proprietà dell’Azienda, affinché sia in grado di fornire sin da subito energia elettrica “autoprodotta”, senza doverla così acquistare dai tanti produttori privati presenti all’epoca e, contribuendo, nel contempo, anche a contenerne i costi. La strada percorribile a quel punto è duplice: rilevare l’impianto appena costruito dalla Società Forze Idrauliche del Moncenisio, in Val Cenischia, o acquisire il progetto della Società svizzera Motor per derivare la Dora Riparia a Salbertrand e creare una centrale presso Chiomonte. La Commissione di esperti incaricata da Frola di fornire un parere in merito, e di cui fa parte anche un brillante Ingegnere del servizio Lavori Pubblici del Municipio, Giuseppe Bisazza, il quale sarebbe divenuto in seguito il primo Direttore dell’AEM, il 5 dicembre 1903 produce un documento nel quale, anche tenendo conto dell’elevato costo di acquisizione dell’impianto di Val Cenischia, suggerisce di rivolgersi alla proposta della Motor. L’11 gennaio 1904 il Consiglio Comunale di Torino approva anche il compromesso per la cessione dei diritti del progetto della ditta Lavini e Rampone per la creazione della derivazione tra…Chiomonte e Susa, che integra perfettamente quello presentato dalla Motor per l’impianto Salbertrand-Chiomonte e che sarà il futuro secondo idroelettrico di AEM Torino. Si può avviare così la pianificazione dell’impianto, comprensiva di redazione dei progetti e ottenimento delle imprescindibili autorizzazioni tecniche, oltre che al reperimento dei finanziamenti necessari, stimati intorno ai nove milioni di lire dell’epoca. Per poter procedere alla creazione dell’AEM e, conseguentemente all’inizio dei lavori dell’impianto di Salbertrand-Chiomonte, manca solo più un ultimo passaggio: il parere vincolante della cittadinanza che, secondo la Legge 103/1903, deve essere interpellata attraverso un referendum. La consultazione si svolge domenica 5 novembre 1905 e vi possono partecipare solo gli uomini capaci di leggere e scrivere e che “paghino almeno 20 lire all’anno di imposte dirette”. Ai 18.340 Torinesi che si recano a votare (una presenza che, tenendo conto dei tempi e del numero effettivo degli aventi diritto, è decisamente buona) viene sottoposto anche il progetto dell’impianto di Chiomonte: i favorevoli sono 12.779, i contrari 5.481 e 80 i voti nulli. In conseguenza dell’esito positivo del referendum, il 28 febbraio 1906, la Giunta Comunale torinese domanda al Prefetto che dichiari ufficialmente di pubblica utilità le opere necessarie alla realizzazione dell’impianto di Chiomonte, così da accelerare ulteriormente i tempi di attuazione, visto che, con la massiccia industrializzazione che si sta verificando, la richiesta di energia della città è in costante aumento: già nel corso dell’anno si possono in tal modo aprire i cantieri. Ed è così che dopo poco più di tre anni di lavori, nell’ottobre 1910, dopo alcune settimane dedicate alle necessarie messe a punto, inizia ufficialmente a funzionare il primo impianto idroelettrico della storia dell’AEM. Nella centrale dalla caratteristica architettura che è ancora oggi visibile a Chiomonte vengono istallati quattro gruppi turbina Pelton-alternatore da 2.800 kW, due gruppi di eccitazione, costituiti da turbina Pelton e dinamo con potenza di 200 kW e quattro trasformatori elevatori di 3.500 kVA, con rapporto 8.000/50.000 V, ai quali si devono aggiungere quattro trasformatori abbassatori da 250 kVA, con rapporto 46.500/6.300 V da installare presso la stazione elettrica creata presso il Centro del Martinetto a Torino. In seguito ad un accordo con le Ferrovie dello Stato, la centrale di Chiomonte viene interconnessa anche con quella che le FS hanno a Bardonecchia e garantisce l’elettricità alla linea Torino-Modane. Restano ancora alcuni problemi irrisolti, legati alla instabilità che la roccia presenta nella zona di Fenils, dove il canale derivatore corre sulla sponda di sinistra: durante il periodo bellico, si deciderà per una modifica del percorso, trasferendolo in sponda destra, ritenuta geologicamente più stabile. Dalla Val di Susa, per secoli percorso obbligato verso Torino, giunge ora energia per le sue crescenti esigenze.

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