Un presepe come strumento di analisi e riflessione

RIVALTA – In frazione Tetti Francesi un presepe diverso, quasi di cronaca. Nella chiesa Immacolata Concezione di Maria Vergine in via Fossano 20, infatti, il pensiero del parroco don Paolo Alesso e il braccio della catechista Anna hanno dato vita a un presepio che unisce tradizione e modernità, elementi classici e spunti di attualità. Così la capanna che accoglie la Sacra Famiglia è diventata una tenda di ruvida canapa perché, come spiega don Paolo, è il Vangelo di Giovanni, al versetto 14 del capitolo 1, a dire che  il “Verbo si fece carne e pose la sua tenda in mezzo a noi”. Una umile tenda che vuole però ricordare i terremotati del centro Italia e i profughi di Aleppo, così che il presepe diventa motivo per sottolineare l’indispensabile opera di volontari nelle zone colpite dal sisma e la tragedia dei bimbi della città siriana. Accanto alle statuine di Gesù, Maria e Giuseppe, del bue e dell’asinello, compaiono unicamente quattro pastorelli, di cui solo due portano doni quasi a impersonare i volontari del soccorso perché, spiega ancora il sacerdote, sembrava inutile e fuori luogo impiegare le solite statuine che recano cibo e acqua, greggi e armenti, stoffe e manufatti  in un momento in cui tanti soffrono fame e disagi. Poco più in là un albero di cartone, frutto del riciclo-riuso applicato durante il mercatino della locale scuola elementare, reca scritti pensieri di pace e collaborazione e offre la possibilità di affidare a un cuoricino di carta sentimenti e auguri a tutti coloro che, fino al prossimo 8 gennaio, vorranno entrare nella chiesa che, sottolinea don Alesso ridendo,  non è certo nuova a presepi “fuori dal coro”. Basta ricordare il Natale in cui i vent’anni della parrocchia furono celebrati costruendo la capanna come esatta riproduzione della chiesa, oppure quando le fotografie dei piccoli che avrebbero ricevuto la Prima Comunione furono incollate sulle pecorelle dirette alla capanna, o ancora quando piccole tende blu comparvero nella composizione a sottolineare l’indispensabile lavoro svolto dai volontari durante il penultimo terremoto che colpì il Molise.