Un presepe “Senza religione” nel divertente Natale di Bisio-Gassmann-Finocchiaro

cinema

UN attualissimo presepe 2.0 nel quale mettere in scena, tematiche della più stringente attualità, riunite attorno al sentimento più spontaneo del bisogno di radici, tradizioni, spiritualità, rappresentati dalla capanna e dalla Sacra Famiglia. Il tutto interpretato da un trio di numeri uno del cinema italiano: accanto alla coppia di Claudio Bisio e Angela Finocchiaro, avvezzi a ruoli brillanti, si unisce un Alessandro Gassmann alle prese con un ruolo nuovo per lui, nei panni del camaleontico ed astuto Bilal, italiano convertito per amore all’Islam. Scenario l’incantevole isoletta di Portobuio, spersa nel Mediterraneo, la cui vita sociale ruota attorno alla realizzazione della rappresentazione della natività, fonte di prezioso richiamo turistico. Per il Natale 2016 manca però un bambino cattolico che possa interpretare Gesù: Lupo, il titolare della parte, è infatti ormai alle soglie dell’adolescenza. L’astuto sindaco neoeletto, Cecco (Claudio Bisio), con la complicità di Suor Marta (Angela Finocchiaro), religiosa altrettanto astuta  titolare di una pizzeria, decidono di rivolgersi alla comunità musulmana che popola l’altra metà di Portobuio, guidata da Bilal, loro amico d’infanzia. La vicenda si snoda mettendo in scena i luoghi comuni e gli stereotipi che a volte dividono le due culture, Cattolici e Musulmani riescono però, tra compromessi e sacrifici reciproci, a trovare una divertente integrazione per raggiungere l’obiettivo comune di realizzare un presepe sempre più sui generis.

Il tema dichiarato all’inizio della pellicola, diretta da Luca Miniero, autore anche della sceneggiatura, è la riflessione sul crollo della natalità tra gli Italiani e la necessaria integrazione con le comunità di culture diverse dalla cattolica, che si stanno moltiplicando, offrendo nuova linfa alla nostra società. Il tutto proposto con una delicata comicità surreale, con una recitazione teatrale, indulgendo alla malinconia per il passato interpretata dalla storia di Cecco, Bilal e Suor Marta, amici d’infanzia che si trovano a scontrarsi e rincontrarsi tra gli scogli dove sono cresciuti. Nel cast, da evidenziare la presenza di Giovanni Cacioppo, mentre da sottolineare la fotografia che sa valorizzare gli incantevoli paesaggi di Portobuio, immergendo la chiave surreale in un clima ancora più sognante. Risolutivo il colpo di scena finale, che  riporta la riflessione sulla multiculturalità del mondo di oggi: sfida superabile solo, suggerisce il film, ritrovando le radici e l’essenzialità della propria cultura e scoprendone l’incredibile somiglianza con le culture degli altri.