Un successo “#Questa volta decidi tu” per scegliere i candidati alle elezioni di Comunali di Bardonecchia Su 366 voti 166 vanno a Salvatore Sergi, Dirigente Sitaf e Direttore del Tunnel del Frejus, ma anche il sindaco Borgis prende 85 voti

Salvatore Sergi (Foto S.Sergi)Salvatore Sergi (Foto S.Sergi)

BARDONECCHIA – Alle scorse Comunali hanno votato poco più del 70% degli aventi diritto, 1909 elettori per la precisione, che hanno distribuito i voti su 4 liste (sic!); domenica invece ben 366 elettori, aderendo così alla iniziativa del consigliere di minoranza Maurizio Pelle, hanno partecipato andando fisicamente a votare presso il Dopolavoro Ferroviario dove era stato allestito il seggio. Quasi un quinto degli elettori reali quindi. Di questi tempi di “democrazia da click sul web” non resta quindi che definire “#Questa volta decidi tu” una iniziativa ben riuscita, che ha tirato fuori la voglia di partecipare alla competizione elettorale non solo nei discorsi da bar o via facebook seduti sul divano. E con i cui risultati in questo periodo di sobbollimento delle liste che competeranno per governare il Comune un po’ tutti dovranno – piaccia o no – fare i conti.

Pelle, oggi consigliere di “Viva Bardonecchia Viva” che aveva in sé più anime politiche, è un riferimento locale del PD, ma che la sua iniziativa sia stata ben accolta anche da chi non appartiene all’area di sinistra lo testimoniano le 85 preferenze andate al Sindaco in carica, Roberto Borgis, vicino a Fratelli d’Italia.

I votanti potevano indicare fino a tre nominativi e l’obiettivo era quello di verificare la possibilità di tracciare le basi una lista civica sulla base delle scelte dirette dei bardonecchiesi, con la possibilità di indicare anche le priorità dei programmi.

Il più votato in assoluto con 166 voti è stato Salvatore Sergi, già Assessore comunale, dal 2001 al 2011, con il Sindaco Francesco Avato, nato a Girifalco, classe 1956, Direttore transfrontaliero del GEIE/GEF del T4, il Tunnel del Frejus, e Dirigente SITAF dove fra l’altro ha la delega al personale. Anche Sergi è un dichiarato esponente del PD, notoriamente legato alla corrente torinese socialista (area Gallo), sicuramente fra le personalità più influenti del territorio. Sposato, due figlie e un figlio, grande passione per la bici, condivisa con la moglie, una carriera fatta partendo dalla gavetta, percorsa tutta in Valle sin dal 1980 quando vi è arrivato, per toccare i vertici della Società dell’A32 e del T4.

“L’iniziativa – ci dice lo stesso Sergi – ha dimostrato di essere stata interessante e costruttiva per i cittadini. È vero che la proposta è stata fatta da gente di centrosinistra – ma hanno partecipato anche persone di altro orientamento – ed è fondamentale che dopo questo appuntamento ci sia opportunità e spazio per chiunque di sedersi intorno a un tavolo e lavorare per il bene del Paese. Cerchiamo stavolta di non arrivare alle elezioni con 4/5 liste, ma con un paio che competano pure, ma sappiano dialogare fra loro sui temi fondamentali per lo sviluppo di Bardonecchia e di questa parte di Alta Valle. A mio parere per questo saranno fondamentali le persone che accompagneranno i candidati sindaci in lista. Un Sindaco nel nostro paese non può essere lasciato solo al comando, perché dovrebbe essere in Comune o in giro per conto del Comune 24 ore al giorno. Umanamente ciò non è pensabile. E non lo è nemmeno se questa persona ha anche una attività propria, visto che di amministrazione pubblica in comuni di 3.ooo abitanti certo non si campa.”

Domanda d’obbligo: dopo queste primarie aperte si candida Sergi a Sindaco? “Risposta d’obbligo, quanto scontata. Certo che no. Il mio stesso ruolo operativo non me lo consentirebbe. Ma mi fa piacere la stima che ho ricevuto anche in questa occasione e credo che il modo migliore per restituirla sia quello di mettermi a servizio del bene comune di Bardonecchia. Magari anche candidandomi a consigliere, ma soprattutto dialogando con tutti, eventuali avversari “politici” compresi. Perché il paese e le sue imprese hanno bisogno che si faccia fronte tutti insieme per far ripartire lo sviluppo. Come montagna e stazione olimpica siamo stati penalizzati anche dalla frammentazione della Comunità Montana. Una deriva pericolosa perché fare turismo oggi vuol dire confrontarsi con mercati e territori forti che sanno fare squadra. Qui ci si fa concorrenza fra vicini. A mio modo di vedere le persone invece devono parlarsi e trovare una sintesi. A partire proprio dal nostro campanile. Sarà anche molto interessante leggere tutte le indicazioni che sono state scritte sulle schede dai partecipanti al voto di domenica. Sono sicuro che ci siano proposte interessanti da valutare.”

Con 124 voti si è piazzato al secondo posto Andrea Roude, che ha uno studio professionale di geometra e nessuna schierata appartenenza politica, del cui nome come candidato a sindaco si vocifera da un po’ che  ha preceduto lo stesso Pelle, con 100 voti; a seguire il Sindaco Borgis con appunto 85 preferenze, più lontano Francesco Avato predecessore di quest’ultimo con 33 e  Maria Teresa Vivino con 30. Segue il gruppo dei distaccati.

La corsa alla poltrona – niente affatto comoda e ben poco remunerata di sindaco – è appena cominciata. E Borgis potrebbe voler rimanere in sella e chiudere in bellezza il secondo mandato. La differenza stavolta potrebbero proprio farle le squadre schierate dai candidati.