Un tuffo nel Medioevo fra visite al castello, assalti, scontri e piacevoli incontri

RIVALTA – Sembrava un paese  ritornato per un giorno nel passato, in un Medioevo un pochino alternativo in cui era possibile bere un caffè accanto a un cavaliere Templare, sorridere a un pellegrino sulla via di Santiago  ed entrare al Castello sotto lo sguardo impassibile di due alabardieri. Presa pacificamente d’assalto da Gruppi storici provenienti da Emilia, Veneto, Lombardia e Piemonte e chiamati alle armi dall’Ordine di San Michele di Acqui Terme, Rivalta si è scoperta felice e soddisfatta di ritornare alle proprie radici, grazie al primo dei 4 appuntamenti che il gruppo storico rivaltese Conti Orsini con il patrocinio del Comune ha previsto da aprile a settembre per celebrare i mille anni di storia cittadina. Sotto il sole caldo bancarelle, carretti e banchi si sono perciò dispiegati in piazza Martiri e in via al Castello creando così, fra un’antica locanda, un’esposizione di monili di metallo lucente e personaggi in costume, un passaggio quasi obbligato che conduceva almaniero degli Orsini dove visite guidate hanno portato rivaltesi e non nelle sale ristrutturate, da poco riaperte al pubblico e in attesa di ospitare la centrale biblioteca. Nel sottostante parco, invece tende bianche hanno ospitato i circa 60 figuranti dei 5 gruppi storici accorsi all’invito, alcuni dei quali così filologicamente corretti da aver confezionato i propri costumi con fili e tessuti rigorosamente naturali, forgiato le armi come nei tempi antichi e approntato per visitatori e appassionati momenti didattici sulla cucina del XII° e XIII° secolo. E infine, nel pomeriggio ventoso, l’assalto finale al castello con il ponte valorosamente difeso dalle truppe cittadine alle fine sconfitte, oggi come nel 1187,  quando Enrico VI figlio dell’imperatore Federico Barbarossa distrusse il castello e il paese per rappresaglia contro Ulrico di Rivalta che, spogliato del suo feudo in favore del vescovo di Torino, chiamò alle armi gli abitanti.  (Fotografie di Renata Ortolano)