Un vecchio bosco cerca nuovi amici Sul Truc Bandiera la natura è condivisa

RIVALTA – Il Truc Bandiera, racconta Gino Gallo nel libro “Rivalta ieri”, sorge a ovest e domina la piana del torrente Sangone e i territori di Bruino e Villarbasse. Il suo nome evoca una storia ormai trascorsa, quando militari ne raggiungevano la cima per effettuare misurazioni, forse portando con loro la bandiera. Facilmente accessibile da tre dei suoi versanti ma ripido e scosceso sul quarto, ospita un  vecchio bosco che è, in una sua parte, proprietà di tutti e che non sarà mai di un solo privato. Infatti è per 5500 metri quadrati di questa antica collina che prima 10, poi 20 e infine 30 amici si sono ritrovati per capire come fosse loro possibile acquistare un tratto di bosco senza diventarne i soli proprietari. Ci sono riusciti rivolgendosi  a Pro Natura, già operativa sulla collina morenica, e nel marzo 2015 circa 100 rivaltesi e non, interessati a non possedere un bene ma ad avere un bene a disposizione di tutti,  si sono “tassati” perché Pro Natura potesse acquistare l’appezzamento da un privato. Al momento dell’acquisto, racconta Antonio Novello, il bosco era impenetrabile perché ceduo, ottimo per far legna ogni 5 o 6 anni ma assolutamente impraticabile per la gran quantità di rami cresciuti dalla base del tronco e diventati una barriera insormontabile. Adesso, grazie ai volontari che sono pochi e con poco tempo a disposizione, la boscaglia è diventata un po’ meno fitta, e se il lavoro da svolgere è ancora tanto molti hanno scoperto con stupore e soddisfazione come sia possibile in questo annoso bosco entrare in contatto con la natura assaporando emozioni dal sapore antico, come si faceva un tempo quando intere famiglie andavano a far legna, condividendo fatica e divertimento, lavoro e socializzazione. Diversamente dal passato, però, l’assicurazione stipulata da Pro Natura protegge chi lavora nel bosco, fondatore o nuova recluta che sia, le cui quote di iscrizione serviranno ad acquistare gli attrezzi necessari a proseguire il lavoro e anche, forse, un’altra porzione di bosco perché, dice ancora Novello, la collina è un bene comune e deve essere di tutti, fermo restando l’importanza delle attività che vi si sono sviluppate.