Una petizione per difendere l’Arte

RIVALTA – Riprendendo una celebre frase del capolavoro manzoniano si potrebbe dire che “Questo murale non s’ha da fare”. Ma se ai tempi di Renzo e Lucia non esistevano i social network che diffondessero vicende e vicissitudini, a cinque secoli di distanza una petizione lanciata via etere e arrivata anche in paese potrebbe invece servire a difendere il valore dell’arte. Non ci troviamo sul lago di Como ma a Lugagnano di Sona, e i protagonisti della vicenda non sono due sposini in difficoltà ma un murale rifiutato e l’artista cileno Eduardo Mono Carrasco, ben noto ai rivaltesi per aver realizzato sul territorio, dal 2012 a oggi, ben cinque murales che ora abbelliscono scuole, giardini pubblici, edifici e monumenti storici. Premiato nel suo Paese con la medaglia Pablo Neruda, Carrasco ha una sua opera, dipinta insieme al grande Roberto Sebastian Matta e restaurata dopo la dittatura di Pinochet, dichiarata patrimonio culturale del Cile. Sua è anche la copertina di un celebre disco degli Inti Illimani e sua una mostra che si è svolta  tra dicembre e gennaio proprio a Lugagnano, dove però la proposta di  dipingere la parete di un’abitazione in centro è stata rifiutata perché, racconta il sindaco Gianluigi Mazzi, “Il regolamento non prevede colori accesi per la decorazione di un edificio storico come quello preso in considerazione da un gruppo di abitanti della frazione per il murale di Carrasco”. La Commissione Edilizia sembrava perciò decisa a bocciare l’intero progetto, cancellando così ogni possibilità di realizzare un dipinto di circa duecento metri quadrati che sarebbe stato realizzato quasi interamente in azzurro, a simboleggiare un cielo attraversato dal volo di una colomba bianca, simbolo di pace, a cui si sarebbero aggiunti un sole dai colori caldi, volti variopinti, mani intrecciate e figure stilizzate di bambini festanti, a indicare che, appunto, la pace è il nostro futuro.  Il sindaco ha invece proposto come location alternativa per l’opera “I muri esterni della palestra della scuola media Anna Frank da poco ristrutturata, così che il valore civico ed educativo del murale risulterebbe altrettanto importante”. Perciò, precisa Mazzi, non una questione politica o ideologica, anche dovuta alla presenza della vecchia scritta “Vincere vincere vincere” già scalpellata dopo la Liberazione e ora abbondantemente sbiadita, ma una necessità tecnica di osservanza di un regolamento. Adesso, mentre il murale attende  una destinazione e il comitato che per renderlo possibile avrebbe dato vita a iniziative di autofinanziamento difende la propria scelta,  la petizione https://www.change.org/p/comune-di-sona-united-colors-of-lugagnano-si-al-murale-sulla-pace indirizzata al   Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e al Ministro Dario Franceschini “gira” per l’Italia e il mondo a difendere,  si legge, “La crescita intellettuale e culturale di un paese che fu, e sottolineo FU, ambasciatore e portavoce di tutto quello che, attraverso l’arte, apre il cuore e la mente”.