Associazioni Fondiarie: l’Uncem dà appuntamento a Susa venerdì 31 marzo per parlare del recupero delle proprietà incolte Uno nuovo e prezioso strumento per gli operatori agricoli e forestali e Comuni che vogliono invertire il degrado del territorio

Gravere - Terreni incolti in area CasermetteGravere - Terreni incolti in area Casermette

SUSA – Per anni gli operatori agrosilvopastorali e i Comuni hanno lamentato la mancanza di strumenti giuridici per intervenire sulle proprietà abbandonate, lasciate al degrado, frutto dell’abbandono della montagna e del frazionamento della terra a ogni successione. Un handicap rispetto al mondo germanico – compreso l’invidiatissimo Alto Adige – dove il diritto agrario blocca il frazionamento dei terreni, e anche della vicina Francia, cui pongono rimedio le nuove Associazioni Fondiarie previste dalla Legge Regionale 21/2016.

E’ proprio di As.Fo. – questo è l’acronimno per gli addetti ai lavori – che si parlareà a Sua il prossimo venerdì 31 marzo, in un incontro per Amminstraton pubblici, imprese, associazioni. per illustrare le grandi potenzialità e opportunità che questo straumento offre alla pianificazione territoriale, per superare la frammentazione delle particelle e recuparle a produzioni e coltivazioni – dalla vite ai frutteti – o anche semplicemente a ripristinarne la composisizione boschiva, superando il dedrado che negli ultimi anni ha rovinato il paesaggio e creato nelle zone boschive un carico eccessivo di piante infestanti, con aumentoanche del rischio di incendi.

La Legge Regionale

Porta il numero 21/2016 ed il titolo “Disposizioni per favorire la costituzione delle associazioni fondiarie e la valorizzazione dei terreni agricoli e forestali” e nasce con l’obiettivo di combattere lo spopolamento delle colline e montagne piemontesi, ricomponendo il “puzzle” delle proprietà terriere frammentate e dei campi abbandonati, attraverso la costituzione di libere associazioni fondiarie.

Senza interferire con il diritto di proprietà, che non viene meno, la legge sull’associazionismo fondiario intende infatti rilanciare l’attività agro-forestale e pastorale e incentivare turismo e produzioni locali. Attiavando sul territorio le associazioni per gestire il territorio rurale abbandonato o sottoutilizzato è un modo intelligente e produttivo per rivitalizzare l’agricoltura di montagna e garantire la conservazione del paesaggio, nonché ridurre il rischio idrogeologico e di incendi. Un importante esperimento di gestione comunitaria del territorio che già comincia a dare i suoi frutti, in diverse aree del Piemonte, ma ancora mai attivato in Valsusa.

Il link al testo integrale della Legge:

http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&TIPODOC=LEGGI&LEGGE=21&LEGGEANNO=2016

Cos’è un’associazione fondiaria?

È una libera unione fra proprietari di terreni pubblici o privati, eventualmente patrocinata da un Comune capofila. L’obiettivo è raggruppare terreni agricoli e boschi, abbandonati o incolti, per consentirne un uso economicamente sostenibile e produttivo. Le attività di gestione dei terreni conferiti all’associazione avvengono nel rispetto delle buone pratiche agricole, degli equilibri idrogeologici, della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio e nel segno dell’economicità ed efficienza della gestione. Ogni associato conserva la proprietà dei suoi beni, che non sono usucapibili, ed esercita il diritto di recesso dalla sua adesione nel rispetto dei vincoli temporali contrattuali tra l’associazione fondiaria e i gestori. Le associazioni fondiarie acquistano la personalità giuridica e sono riconosciute con l’iscrizione, autorizzata con provvedimento della struttura regionale competente, nel Registro regionale delle persone giuridiche private.

Il modello francese. La legislazione francese da tempo promuove l’accorpamento delle proprietà abbandonate attraverso l’Association foncière pastorale e i Groupements pastoraux, garantendo anche l’apporto delle associazioni di produttori. Questo modello di gestione comunitaria del territorio è stato introdotto in Italia grazie all’impegno di Andrea Cavallero, docente del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Torino, che interverrà a Susa ed un po’ il “padre” della Legge Regionale.

Le attività delle associazioni fondiarie

 Le associazioni fondiarie si occupano di:

  • gestire le proprietà conferite dai soci o assegnate;
  • redigere e attuare il piano di gestione, in cui sono individuate le migliori soluzioni tecniche ed economiche in funzione degli obiettivi di produzione agricola e forestale e di conservazione dell’ambiente e del paesaggio;
  • partecipare all’individuazione dei terreni silenti (di cui non si conosce il proprietario) e al loro recupero;
  • provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei fondi e delle opere di miglioramento fondiario.

Il ruolo dei Comuni e delle Unioni Montane

I Comuni singoli o associati in Unioni hanno un ruolo molto importante. Promuovono iniziative volte alla diffusione fra i proprietari dei terreni di una cultura associativa, offrendo supporto informativo e tecnico alle associazioni e assegnano le terre incolte e abbandonate. Questi terreni abbandonati o incolti, e quelli “silenti”, di cui non si conosce il proprietario, vengono assegnati dai Comuni alle associazioni fondiarie. Gli stessi Comuni si fanno garanti verso i proprietari non rintracciati per la buona gestione ed il miglioramento delle particelle assegnate all’Asfo e per la riconsegna del terreno, mantenuto in buone condizioni, qualora il proprietario dovesse presentarsi per rivendicare il legittimo diritto di proprietà.

I finanziamenti della Regione

Alle associazioni fondiarie sono riconosciuti contributi fino all’ 80% per la copertura delle spese sostenute per la costituzione dell’associazione. Ai proprietari di terreni privati che aderiscano ad una associazione fondiaria viene concesso un contributo una tantum nella misura massima di 500 euro per ogni ettaro conferito di superficie utilizzabile, a condizione che il conferimento abbia una durata non inferiore ai 15 anni. Per sostenere queste spese, nel bilancio regionale sono stanziati 300.000 euro per gli anni 2016, 2017 e 2018.

Il Programma del Convegno e i Relatori: 

Sala Consiliare di Palazzo Civico a Susa, alle ore 18.00

Intervengono:
Sandro Plano, Sindaco di Susa e Presidente dell’Unione Montana Valle Susa
Lido Riba Presidente Uncem Piemonte

Andrea Cavallero Docente Università di Torino presso il DISAFA (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari)
Sergio Barone Vicepresidente Coldiretti Torino

Coordinatore Marco Bussone – Vice Presidente di Uncem Piemonte

La locandina dell'evento di Uncem sulle Associazioni Fondiarie

La locandina dell’evento di Uncem sulle Associazioni Fondiarie