UNCEM e Università al lavoro per formare nuovi manager della Montagna Tre i pilastri del lavoro qualificato nelle Terre Alte: formazione, ricerca e comonicazione

La sigla del Protocollo di intesa (Foto M.Bussone)La sigla del Protocollo di intesa (Foto M.Bussone)

 

TORINO – Uncem Piemonte, con il suo Presidente Lido Riba ha sottoscritto stamani un accordo quadro con il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino e Natrisk, il Centro Interdipartimentale sui Rischi naturali in Ambiente montano e collinare. Un network per la ricerca teorica, sperimentale ed applicata e per la divulgazione nel campo della previsione, prevenzione e gestione del rischio di disastri naturali in ambiente montano e collinare, dell’Ateneo torinese.  Insieme a Riba sono intervenuti i professori Valter Cantino, Direttore del Dipartimento, Riccardo Beltramo, Direttore di Natrisk, e Paolo Ghirardato, Direttore del Dipartimento di Scienze Economico-Sociali e Matematico-Statistiche.

“L’accordo impegna l’Università e il suo Dipartimento che forma manager ed economisti, gli Enti montani, l’Uncem a lavorare maggiormente insieme su tre fronti: formazione, ricerca e diffusione di quanto viene programmato e progettato in termini di ricerca e di progetti sul territorio. La montagna piemontese, pur avendo importanti ingredienti economici – ha dichiarato Lido  Riba – ancora non decolla verso uno sviluppo stabile e strutturato. Con ancora troppo gap da colmare rispetto all’area metropolitana. Eppure in altri Stati europei, le zone montane hanno un Pil maggiore di altre aree. Per questo servono iniziative di studio che si concretizzino in imprese e in scelte di giovani e adulti che restano sul territorio rigenerando il tessuto economico e sociale”. Fondamentale la formazione per la classe dirigente, all’interno delle istituzioni, per Sindaci, Amministratori comunali, funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione. E anche fra quest’ultimi serve in in alcuni casi un salto di qualità. Non è più tempo per i Sindaci vecchio stampo, da fascia nella festa del paese, che non sanno essere motori dello sviluppo delle loro Comunità. Il Piemonte ha un patrimonio immenso nelle sue montagne, che non ha mai sfruttare appieno. Occorre coinvolgere Università e istituzioni perché da sola la montagna non ce la fa, in quanto non ha in sé gli strumenti culturali, organizzativi e politici necessari: serve una forte spinta istituzionale “

“Anche l’Università deve legarsi di più al territorio – dice il direttore del Dipartimento di Management Valter Cantino – questo accordo vuole far incontrare i bisogni della montagna con la formazione universitaria. Sono allo studio anche nuovi e mirati corsi di laurea. Il Dipartimento di Management individua nell’accordo l’occasione per lavorare di più in aree fino a ieri poco considerate, che invece hanno una forza economica alla quale dare concretezza. Uncem ci può fornire le linee guida su formazione, ricerca e divulgazione. Crediamo molto nel corso di laurea in amministrazione aziendale telematico che il terzo anno può avere un’area di formazione focalizzata sul territorio montano. Tra i progetti avviati, lo studio di modelli fiscali adeguati per le Terre Alte, capaci di sostenere le iniziative economiche in essere e nuove. Il legame con i territori – ha proseguito Cantino – è un dovere per noi. E dobbiamo agire sulle business start up, lanciando concrete proposte di intervento ai nostri studenti”.

“NatRisk è un’esempio di ricerca applicata che vede protagonisti i territori alpini e appenninici. E mette insieme i diversi dipartimenti, da management ad agraria, da scienze sociali a geologia – sottolinea il prof. Beltramo – per fare ricerca sugli impatti che i rischi naturali hanno sulle attività economiche nelle zone montane. Ci lavoriamo con molti docenti e studenti da anni. Grazie al protocollo firmato con Uncem potenziamo l’azione, la rendiamo più fruibile ai Comuni e alle Unioni montane, possiamo rispondere meglio alle esigenze degli Enti locali”.

La spinta verso un nuovo tessuto economico delle Terre Alte  passa inevitabilmente per un salto di qualità dei territori, che si ottiene solo unendo ingredienti culturali, istituzionali, politici ed economico-sociali nuovi.

“I legami  saldati oggi ha concluso s Riba dopo la firma dle protocollo – consentono di istituzionalizzare percorsi già in essere e di aprirne altri. Crediamo profondamente nella buona ricerca. I territori hanno bisogno di innestare capacità managerali negli Enti pubblici e nelle imprese”.