Valter Marin, il sindaco del comune valsusino più conosciuto al mondo

VALTER MARIN SINDACO DI SESTRIERE

SESTRIERE- Il piglio è quello veneto, come il cognome, l’aspetto è più francese tipo Asterix, l’astuzia è quella del montanaro che accorto sa vedere il buono in ogni situazione e cogliere in ogni difficoltà un’occasione di crescita. Valter Marin dal Sestriere, una laurea di architettura in tasca, amministrata un paese che pur essendo l’ultimo nato in valle, negli anni Trenta, è il più conosciuto nel mondo. Una comune di qualche centinaio di residenti passa a migliaia di turisti. Una municipalità che si rapporta con la bassa ma anche molto con la Francia, che vive di grandi eventi ma vede anche nel particolare del quotidiano la sua forza, insomma un impegno tutt’altro che semplice.

Comincio facile. Cos’è la montagna per te?

La montagna? Direi la vita, per la generazione alla quale io appartengo, quella del Cinquanta, c’era poco ma sapevamo organizzarci con piccole cose. Ricordo le scivolate sulla neve con semplici slitte in legno, fare le dighe con i sassi nei ruschelli…facevamo le fionde con i copertoni usati della macchine. Il mio rapporto con la montagna è viscerale, andai in città per gli studi fino alla naja, poi sono risalito a respirare e a vivere.

Mi descrivimi un sestrierese?

Ci sono quelli con le origini a Champlas du Col, quelli di Borgata come la mia mamma, gli immigrati negli anni Trenta e Quaranta per i lavori di costruzione come elettricisti, muratori, artigiani e manovali sopratutto dal Veneto come papà. Poi negli anni Settanta ecco una nuova immigrazione dalla Sardegna e anche dall’Argentina. Poi sono arrivati gli albanesi e rumeni; piccole comunità che si sono controllate da sole, che lavora è rimasto gli altri sono andati via. Chi vive in paese lavora nel turismo e nell’albergazione e in tutti i servizi.

Passiamo alla politica e all’amministrazione. L’unione dei servizi è sufficiente o bisognerà unire i comuni?

E’ una legge che noi abbiamo anticipato cogliendo l’opportunità prima che fosse un obbligo. L’Unione dei Comuni che si rifà alla zona olimpica ha tutti i servizi associati con un risparmio notevole e una grande qualità. Credo che unire i comuni sarebbe deleterio per il controllo del territorio, che in questa porzione della valle è enorme e toglierebbe la rappresentanza, senza per altro far risparmiare un solo euro.

Come amministrazione avete un sogno nel cassetto?

Vogliamo che l’estate dia gli stessi risultati dell’inverno. Stiamo lavorando in questa direzione ad esempio con i sentieri per gli allenamenti in quota. Ci sono i sentieri Bordin, Brugnetti e Baldini; dai nomi degli atleti che li hanno percorsi prima di diventare campioni dello sport. La bicicletta può diventare d’estate quello che è lo sci d’inverno. Il Col Basset potrebbe diventare a breve una via del Giro o del Tour famoso come il Colle della Scala. Credo molto in questo sviluppo che potrebbe comprendere un grande territorio e far crescere il Sestriere e la valle in turismo e quindi in economie.

Posso chiederti la prima volta che hai votato dove hai messo la croce, e l’ultima?

A diciott’anni votai il Partito Socialista Italiano l’ultima la Lega Nord.