Venerdì 15 luglio a Novalesa lo spettacolo Mirador In scena i Blu L’azard

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NOVALESA – In breve: Mirador è uno spettacolo musicale creato dal gruppo Blu L’azard e prodotto da Chambra d’Oc e Tsambra francoprovensal. Il concerto si propone come un viaggio, lungo la bellezza e le singolarità dell’Italia. In questo percorso si cerca di declinare la bellezza con le parole di grandi figure culturali italiane e la musica tradizionale. Come un Virgilio che ci conduce lungo tutta la penisola si è scelto Alan Lomax, un importante etnomusicologo americano che tra il 1954 e il 1955, per circa un anno, registra suoni, canti e musiche della tradizione popolare italiana. I Blu L’azard sono: Peyre Anghilante, dalla Val Maira e Val Varaita (CN): voce e fisarmonica. Flavio Giacchero, dalle Valli di Lanzo (TO): voce, clarinetto basso, sax soprano, cornamuse. Marzia Rey, dalla Valle di Susa (TO): voce, violino. Pierluigi Ubaudi, dalle Valli di Lanzo (TO): voce, flicorno baritono, oggetti sonori. Descrizione dello spettacolo: Mirador, che in occitano significa belvedere, è uno spettacolo musicale che racconta, come un colpo d’ala sull’Italia, la singolarità di luoghi, lingue e minoranze linguistiche, storie, suoni. Differenze e lontananze che condividono un aspetto comune: la bellezza. Come un Virgilio che ci conduce lungo tutta la penisola si è scelto Alan Lomax, l’etnomusicologo statunitense che tra il 1954 e il 1955 compie un lungo viaggio per l’Italia registrando le musiche e i canti tradizionali, consegnando alla storia e alla nostra memoria suoni ed estetiche musicali che già andavano scomparendo. Scrive sul suo diario di viaggio: “La maggior parte degli italiani […] ha una passione per l’estetica. Magari hanno soltanto una collina rocciosa e le mani nude per lavorare, ma su quella collina costruiranno una casa o un intero paese le cui linee si armonizzano perfettamente con il contesto”. In questo viaggio la collina rocciosa in cui Lomax registrava canti di lavoro è anche la collina di Pavese “Un acceso silenzio brucerà la campagna come i falò la sera”. La bellezza è risposta e rimedio al dolore “Medico del dolore è per l’uomo il canto”, come recita un’incisione su un antico strumento musicale italiano. “La bellezza si vede perché è viva e quindi reale…” insegna Pasolini, è protesta contro l’insensatezza della guerra nella ninna nanna del grande poeta romano Trilussa, ed è parola contro l’ingiustizia e la violenza in Peppino Impastato “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà…. E per Adriano Olivetti “La bellezza, insieme all’amore, la verità e la giustizia, rappresenta un’autentica promozione spirituale. Gli uomini, le ideologie, gli stati che dimenticheranno una sola di queste forze creatrici, non potranno indicare a nessuno il cammino della civiltà”. Canti, danze, stornelli, ninna nanne, filastrocche e poesie diventano frammenti di pensieri e impressioni sinestetiche per cui la bellezza è ora pietra, sole, silenzio, canto d’amore, solitudine, collina, mare, pescatori, poeti.