Venti comuni firmano un’intesa per l’accoglienza programmata di 112 migranti Enrico Tavan: "Controllo, corresponsabilità e una giusta integrazione"

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Il tema è l’immigrazione. La richiesta da parte della Prefettura di individuare comuni in cui mandare migranti è stata vista con la giusta prospettiva dai comuni della bassa valle. Affrontare l’emergenza con progettualità senza essere sempre un passo indietro sembra essere lo spirito con cui in questi giorni è stato firmato un Protocollo d’intesa. Spiega meglio il documento l’aviglianese Enrico Tavan, assessore alle Politiche Sociali, del comune capo fila di questa iniziativa.

Da quale considerazione siete partiti?

Abbiamo considerato che l’afflusso di migranti richiedenti la protezione internazionale si è acuito a causa del perdurare di gravi situazioni di crisi internazionale e di conflitti armati nell’area del Mediterraneo, in Medio Oriente ed in maniera diffusa in tutto il continente Africano.  Non dobbiamo dimenticare che l’anno scorso oltre 300.000 persone hanno attraversato il mare.

Cosa prevedono le leggi?

I richiedenti asilo e protezione internazionale sono soggetti ai quali va riconosciuto il diritto di fuga e di protezione per persecuzioni, conflitti e gravi violazioni dei diritti umani. Il Ministero dell’Interno ha emanato un piano straordinario di accoglienza con equa distribuzione regionale, con il quale viene richiesto alle Prefetture Italiane di individuare strutture di prima e seconda accoglienza per richiedenti asilo e protezione internazionale, preferibilmente non alberghiere, in collaborazione con gli enti Locali, i centri e le organizzazioni del Forum del Terzo.

Ci sono le finanze?

La situazione generale di crisi socio-economica, il taglio delle risorse al welfare ed ai servizi sociali comunali, non facilitano il lavoro di accoglienza e d’integrazione dei richiedenti Asilo in nessun territorio locale. L’attivazione di responsabili collaborazioni da parte dei comuni non comporta alcun onere per il bilancio comunale perchè i costi dell’accoglienza sono totalmente a carico del Ministero dell’Interno.

Cosa sarebbe potuto avvenire se non aveste predisposto questa intesa?

Un’iniqua distribuzione delle persone che rischiava di essere impattante in modo negativo per i piccoli comuni e rendere difficoltosi gli interventi d’integrazione con ricadute negative sul territorio.

Quindi qual’è il proposito?

Il principio della corresponsabilità per governare il fenomeno degli arrivi e dell’accoglienza in un’ottica di sussidiarietà tra comuni ini sinergia con la Prefettura di Torino ed il Ministero dell’Interno. Solo la micro-accoglienza diffusa nei territori locali secondo linee guida previste dal modello di accoglienza permette un’adeguata accoglienza delle persone rispetto alla macro-accoglienza impattante a livello sociale.

Come verranno distribuiti i migranti?

Fino a 12 posti ad Avigliana. Fino a 8 ad Almese, Buttigliera Alta, Condove, NovalesaSant’Antonino, Sant’Ambrogio, Susa. Fino a 4 a  Borgone, Caselette, Chianocco, Chiusa San Michele, Mattie, Mompantero, San Giorio, San Didero, Villar Dora, Villar Focchiardo. Fino a 2 posti a Caprie e Vaie, insomma una giusta proporzione con gli abitanti; solo così potrà esserci accoglienza senza ricadute negative.

I comuni avranno un controllo?

I sottoscrittori s’impegnano a partecipare attivamente per governare razionalmente il fenomeno dell’accoglienza coordinando l’azione con a tutti i livelli istituzionali per garantire il rispetto degli standard di qualità previsti dalle vigenti leggi in materia di accoglienza ed un impatto sociale sostenibile per il territorio. Ricordo che senza questa Intesa i comuni non avrebbero nessuna voce in capitolo e nessun controllo sul territorio.

Da quando potrebbero arrivare i migranti nei nostri paesi?

Adesso verrà pubblicato il bando per il soggetto gestore. Credo che per marzo la nostra valle potrà accogliere in modo responsabile e organizzato i primi arrivi.