Il vescovo di Susa Badini Confalonieri al Sacro Cuore a Meana (LE FOTO) La benedizione al monumento dopo un lungo lavoro di restauro

Benedizione al Sacro Cuore a Meana (foto Pirrello)Benedizione al Sacro Cuore a Meana (foto Pirrello)

Foto di GIANCARLO PIRRELLO

MEANA – Oggi, sabato 26 agosto, si è svolta sulla montagna di Meana la benedizione al monumento del Sacro Cuore che è stato interessato da un lungo lavoro di restauro. Accolto dal parroco don Enzo Calliero è intervenuto monsignor vescovo Alfonso Badini Confalonieri. Tra le autorità civili, moltissimi primi cittadini, il sindaco di Meana Adele Cotterchio e la Vice Presidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino.

La storia

L’idea del monumento fu dell’allora Vescovo di Susa Umberto Ugliengo che fino dal 1932 aveva già pensato di “erigere una grande statua del Sacro Cuore sulla vetta di uno dei monti dominanti questa valle”. La costruzione del monumento dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945, a guerra ultimata era ancor più necessario esprimere la riconoscenza della Valsusacattolica per l’ottenuta liberazione, che aveva posto fine alle guerra, e ricordare i caduti valsusini di quel terribile conflitto.

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La località più adatta venne individuata nella vetta del monte Fasolino nel Comune di Meana di Susa,  da dove si abbraccia con lo sguardo la conca di Susa dall’Ambin al Musiné. Il Comune di Meana erogò 80 mila lire e con offerte concorsero banche e industrie della valle, oltre a gruppi di valsusini residenti all’estero riuniti in comitati. La realizzazione dell’imponente statua (alta 3,80 metri) fu affidata allo scultore Guido Capra, allievo di Bistolfi e l’opera risultò ammirevole per l’espressione piena di serenità e di dolcezza. La fusione avvenne a Torino presso la ditta Ettore Betta, utilizzando circa undici quintali di materiale offerto dal Ministero della Difesa; il carbone lo offrirono le Ferrovie dello Stato e la cera i parroci della diocesi.

La statua, trasportata da Torino a Susa a cura di un gruppo di operai dell’A.S.S.A., venne sistemata nell’abside della cattedrale, dove il 27 ottobre 1946 venne solennemente benedetta. L’opera venne realizzata secondo il progetto dell’ingegnere Nesci e consiste in un basamento tronco piramidale, sul quale si elevano nove colonne di granito raggruppate in tre fasci, più una colonna centrale che sorregge la statua.

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