Via la guardia armata dall’ex ospedale di Giaveno. Parlano Saitta, Ruffino e Arnaud

(foto L'Agenda News)(foto L'Agenda News)

GIAVENO- “Nessun problema per la sicurezza nel polo sanitario di Giaveno”. Parola di Antonio Saitta, assessore alla Sanità della Regione Piemonte che, ieri, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Andrea Appiano (PD, stesso partito dell’assessore), ha difeso la decisione di togliere il servizio di sorveglianza armata notturna presso l’ex ospedale giavenese. “La decisione uniforma il presidio di Giaveno a tutti gli altri presidi territoriali aziendali nei quali da anni non esiste vigilanza notturna armata (come ad esempio presso il vicino CAP di Avigliana, dove al pari di Giaveno esiste un Nucleo di Continuità Assistenziale). Negli ultimi 10 anni non si sono verificati a Giaveno episodi notturni che possano giustificare una vigilanza armata” scrive Saitta. In pratica, chi vorrà recarsi di notte presso la guardia medica, dovrà citofonare e sperare che il dottore non sia fuori per una visita domiciliare, oppure chiedere alle infermiere del “repartino” situato al primo piano di farsi aprire e attendere il medico al riparo. Non condividono la riflessione di Saitta alcune guardie mediche operanti presso il polo sanitario giavenese, fra le quali spicca Maurizio Arnaud, che è pure membro del Tavolo tecnico sulla sanità del Comune di Giaveno: “’L’assenza di interventi della guardia armata nell’ex ospedale di Giaveno è prova dell’efficacia del servizio; inoltre, mentre all’ex ospedale di Avigliana, dove in condizioni simili a quelle di Giaveno è stato soppresso il servizio di sorveglianza, i medici di guardia medica sono due, mentre a Giaveno il medico è uno solo”, spiega Arnaud. Decisamente a favore del ritorno della guardia armata di notte si dice anche la vicepresidente del Consiglio Regionale, Daniela Ruffino, già sindaco di Giaveno, che afferma: “Deve essere riservata grande attenzione non soltanto alla guardia medica in servizio, ma anche ai ricoverati del reparto di Continuità Assistenziale. Ho già chiesto, a tal proposito, un incontro con il direttore dell’Asl To3, Flavio Boraso, a cui proporrò di ripristinare il servizio. L’aumento dei furti nelle nostre zone è sotto gli occhi di tutti e l’avere tolto la sorveglianza notturna non è un aspetto incoraggiante”.