Viaggio al centro del Moncenisio, non guardate da quella finestra Un viaggio fotografico di Ottavio Zetta

(foto Ottavio Zetta)(foto Ottavio Zetta)

FOTOGRAFIE di Ottavio Zetta

CENTRO 18. Opera del caposaldo Ospizio è ubicato sul rilievo tra la terza e la seconda diga. Il centro è composto da un malloppo per mitragliatrici, una postazione a pozzo sempre per mitragliatrice e un malloppo per due cannoni anticarro. L’opera di dimensioni contenute sorge su un’area ricca anche di opere civili da difendere: gli sbarramenti idrici, il ponte Rosso, l’Ospizio, e la Statale 25 da una penetrazione di truppe corazzate. Alle spalle dell’opera si trovano i resti del forte Gatto; prima fortificazione al Moncenisio costruito durante l’occupazione Napoleonica.  Alle spalle si trovano gli imponenti scavi dell’opera 18 bis che se fosse stata porta a termine avrebbe ospitato diversi cannoni anticarro e sei mitragliatrici e due ingressi. Un osservatorio avrebbe coordinato il tiro di tutte queste armi.

Il centro 18 si trova per la maggior parte dell’anno sotto il livello delle acque ma il maestoso malloppo armato, pur avendo perso l’originale mimetizzazione in pietra, ha conservato intatta la sua potenza. Pur essendo passato in territorio francese a seguito del trattato di pace di Parigi del 1947, il grande malloppo che ospitava i cannoni anticarro venne demolito con cariche esplosive mentre la cupola corazzata venne asportata per recuperare il prezioso metallo.

Come per tutte le opere del Vallo si tratta di costruzioni abbandonate e prive di manutenzione da oltre settan’anni. Il lettore usando il buon senso dovrà limitarsi alla sola visita esterna in quanto gli interni sono visitabili previa una adeguata preparazione e attrezzatura di piccoli ambienti speleologici.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul libro “MONCENISIO BATTAGLIE E FORTIFICAZIONI” di Mauro Minola e Ottavio Zetta edizioni “Susa Libri”