Zona Ovest e Valsusa uniti per i terremotati marchigiani Consegnato l'assegno che concretizza la prima fase del progetto di solidarietà

Assegno terremotati marchigiani

COLLEGNO – 30441 euro consegnati nelle mani del sindaco di Valfornace: uno dei centri terremotati del maceratese. L’assegno concretizza il progetto che ha unito i centri dei Patti Territoriali Zona Ovest e dell’Unione Montana Valle Susa. Cordata partita lo scorso autunno, all’indomani delle terribili scosse che hanno devastato l’Italia Centrale. I partner hanno individuato la neonata comunità di Valfornace come target per la raccolta fondi avviata tra i cittadini. La scorsa settimana, parte della cifra totale raccolta di 121mila euro è stata donata al primo cittadino Massimo Citracca.

Il progetto finanziato

L’attenzione è caduta sulle scuole. A Valfornace si è sostituita la scuola resa inagibile dal terremoto, con moduli che ospiteranno più di cento alunni. Due aule di materna, cinque di elementari e due di media, più sala insegnanti e bagni. Il tutto deve essere completato dalla mensa. Cucina offerta dai nostri comuni.

Il futuro del progetto

L’assegno staccato la scorsa settimana è solo il primo tassello del progetto di solidarietà. Nell’incontro della scorsa settimana, le amministrazioni coinvolte hanno discusso con il sindaco di Valfornace il futuro. L’obiettivo è accompagnare il reinserimento della popolazione in autunno con la consegna delle casette di legno. Accompagnamento facilitato dalla restante parte dei fondi raccolti e dagli altri che continueranno e essere donati da cittadini e associazioni.

La realtà di Valfornace

Valfornace è un Comune istituito il 1 gennaio del 2017 dalla fusione di Pievobovigliana e Fiordimonte. Si trova in provincia di Macerata e il suo territorio è stato gravemente danneggiato dalle scosse del 24 agosto 2016. Come tutti i Comuni del cratere, anche Valfornace sta cercando di ricostruire condizioni minime di vivibilità. L’intenzione è consentire a tutti i cittadini, oggi alloggiati fuori paese, di rientrare. Solo in questo modo, si potrà ricostruire la comunità e non abbandonare il territorio.