Da chimico a costruttore: il percorso inaspettato di Gustave Eiffel alla fama mondiale

Da chimico a costruttore: il percorso inaspettato di Gustave Eiffel alla fama mondiale
Eiffel

Il 28 dicembre del 1923 si spegneva la luce di un’icona dell’ingegneria moderna, un uomo la cui visione ha segnato il profilo di Parigi e il cuore della Francia. Gustave Eiffel, il padre della celebre torre che porta il suo nome, lasciava il mondo esattamente un secolo fa, lasciando in eredità una delle strutture più riconoscibili e ammirate del pianeta. La sua storia è un inno all’innovazione, al coraggio e alla passione per progresso tecnico e bellezza architettonica.

Nato il 15 dicembre del 1832 a Digione, Gustave Eiffel era destinato a lasciare un’impronta indelebile nella storia dell’architettura e dell’ingegneria. Dopo aver completato gli studi presso l’École Centrale des Arts et Manufactures di Parigi, si buttò a capofitto nel mondo del lavoro, mostrando fin da giovane un talento eccezionale per la costruzione di ponti, parte integrante della sua precoce carriera.

Il suo genio trovò terreno fertile in un periodo di grande espansione industriale, un’epoca in cui l’impiego del metallo stava rivoluzionando il modo di costruire. Eiffel seppe sfruttare queste opportunità, imponendosi come una figura chiave nel campo dell’ingegneria civile. La sua ditta, infatti, fu responsabile di numerose opere che ancora oggi rappresentano veri e propri capolavori tecnici, come il Viadotto di Garabit e la struttura interna della Statua della Libertà.

Ma il suo sogno più ambizioso e il suo contributo più duraturo si materializzarono nel 1889, quando Parigi ospitò l’Esposizione Universale per celebrare il centenario della Rivoluzione Francese. Per l’occasione, Eiffel e il suo team progettarono e costruirono la Torre Eiffel, una struttura in ferro battuto alta 300 metri che avrebbe dovuto essere temporanea. Invece, si trasformò in un simbolo eterno di Parigi e dell’ingegno umano.

La Torre Eiffel fu accolta con sentimenti contrastanti al suo debutto. Molti critici e intellettuali dell’epoca la deridevano, considerandola un abominio contro l’estetica urbana di Parigi. Nonostante le critiche, la torre catturò l’immaginazione del pubblico e rapidamente divenne uno dei monumenti più celebri al mondo, tanto da attirare milioni di visitatori ogni anno.

La carriera di Eiffel fu però segnata anche da momenti di controversia, come lo scandalo finanziario legato alla costruzione del Canale di Panama, che macchiò la sua reputazione, nonostante fosse stato assolto da ogni accusa. Ciò nonostante, la sua eredità tecnica e artistica resta indiscussa, e il centenario della sua morte ne è una solenne conferma.

Gustave Eiffel moriva all’età di 91 anni, ma la sua Torre rimane, a cent’anni di distanza, una delle più straordinarie testimonianze dell’ingegno e della creatività umana. La sua figura trascende l’epoca vissuta, incarnando l’essenza di un’era di grandi progressi e dell’audacia di pensare e costruire oltre i limiti conosciuti.

In questo centenario, il mondo ricorda il “papà della Torre Eiffel” con rinnovata ammirazione. La sua opera più famosa continua a svettare nel cielo di Parigi, non solo come una straordinaria attrazione turistica, ma anche come il simbolo di un uomo e di un’epoca che hanno osato sfidare il cielo.